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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

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Luoghi, Mostre, Eventi

Van Dyck l’Europeo, a Genova

 

Fig. 1

Nella splendida cornice di Palazzo Ducale, sede storica della Repubblica di Genova e oggi centro culturale di grande prestigio, è allestita dal 20 marzo al 19 luglio 2026 nell’Appartamento e nella Cappella del Doge la mostra Van Dyck l’Europeo, ossia la maggiore esposizione dell’età contemporanea, dopo quelle internazionali degli anni ’90 del Novecento, dedicata all’eccezionale opera di uno degli artisti più noti della storia dell’arte internazionale, nonché tra i più amati dal grande pubblico.
Nato ad Anversa il 22 marzo 1599, Anton Van Dyck fu allievo e amico di Peter Paul Rubens, di cui assimilò la tecnica e in parte lo stile. Dopo aver trascorso la giovinezza ad Anversa, visitò l’Italia, dove svolse il viaggio di formazione tipico di vari artisti fiamminghi, e conobbe l’opera dei grandi pittori del Rinascimento; si trasferì quindi in Inghilterra, alla corte di Carlo I Stuart, dove consolidò la sua fama di ritrattista, e proprio a Londra morì il 9 dicembre 1641.

Il carattere imperdibile dell’evento, che si configura come una rassegna caratterizzata da una prospettiva internazionale, è legato anzitutto al numero elevato delle tele di Van Dyck esposte: una sessantina, suddivise in dieci sezioni tematiche, e provenienti dai principali musei tanto europei, come il Louvre di Parigi, il Prado e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, e la National Gallery di Londra, quanto italiani, tra cui la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Pinacoteca di Brera di Milano, e i Musei Reali di Torino; non mancano poi prestiti da illustri fondazioni e collezioni internazionali, per esempio la belga Phoebus e la portoghese Gaudium Magnum.

Come indica il sottotitolo, la mostra si propone effettivamente di delineare “il viaggio di un genio da Anversa a Genova a Londra”, nella misura in cui Van Dyck fu un pittore europeo nel senso letterale del termine; accanto a tele risalenti al periodo italiano, compreso tra il 1621 e il 1627, in cui Genova rivestì appunto un ruolo chiave, troviamo numerose opere realizzate in diversi momenti della carriera del pittore, nella sua patria, le Fiandre, e a Londra, dove, come si è già osservato, fu chiamato a lavorare per il re Carlo I. La sua parabola artistica si svolse dunque in parallelo con i grandi eventi della storia politica ed economica dell’Europa nella prima metà del XVII secolo.

Il visitatore viene condotto alla scoperta del Van Dyck di “tre patrie” e di “tre stagioni” distinte, secondo un percorso che non è strettamente cronologico, ma più che altro tematico, e attesta come la sua arte sia stata in grado di adattarsi e di maturare, sperimentando differenti contenuti e tecniche pittoriche, e conquistando il favore di molteplici contesti sociali in età moderna.


Figg. 2 e 3

 

Nell’immaginario collettivo Van Dyck è conosciuto soprattutto come artefice di ritratti, una tipologia di opere che segna diacronicamente tutta la sua attività, da Anversa all’Italia, sino all’Inghilterra. Ad aprire il percorso si incontra perciò il primo Autoritratto giunto del pittore, compiuto quando Van Dyck era all’incirca quindicenne (Fig. 1); si tratta di un prestito dell’Accademia di Belle Arti di Vienna, ed essendo posto all’inizio permette subito di comprendere la genialità dell’artista. Allo stesso ambito sono ascrivibili il Ritratto equestre dell’imperatore Carlo V, proveniente dagli Uffizi di Firenze (Fig. 2), i Tre bambini Giustiniani Longo dalla National Gallery di Londra, e il Sansone e Dalila dalla Dulwich Picture Gallery di Londra. Il Ritratto di Carlo Ludovico e Rupert, principi palatini arriva dal Louvre di Parigi, mentre un pregevole studio per la figura di San Gerolamo giunge dalla Phoebus Foundation di Anversa. All’intenso studio sulla fisionomia umana si associano pure Le quattro età dell’uomo, prestate dal Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza, e i Due studi di testa d’uomo, giunti dalla Snijders & Rockox House di Anversa (Fig. 3).

Il Ritratto equestre dell’imperatore Carlo V, dipinto intorno al 1621, era stato attribuito inizialmente a Rubens, e con questa firma era posseduto dal Gran Principe Ferdinando, per essere poi trasferito agli Uffizi nel 1753, e attribuito a Van Dyck; esso si lega alla ritrattistica dei grandi sovrani europei, sulla scia di Tiziano, artista particolarmente ammirato da Van Dyck. Del pittore veneto è un famoso ritratto equestre di Car­lo V, ora conservato al Prado, e realizzato nel 1548 per commemorare la vittoria di Mühlberg del 24 aprile 1547 contro le forze protestanti della Lega di Smalcalda. In aggiunta, esiste un vasto numero di sue opere aven­ti come soggetto il sovrano, per esempio il Ritratto di Carlo V con il cane (datato 1532-1533 e situato sempre al Prado), e il Ritratto di Carlo V seduto (eseguito nel 1548, quando il pittore si trovava alla corte di Augusta, e conservato all’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera). Nel 1533 Tiziano fu nominato unico ritrattista del sovra­no per diverse ragioni, non ultima la sua capacità di dissimulare, con l’inserimento della barba e un uso sapiente del colore, quel prognatismo mandibolare che Carlo V ereditò dalla famiglia paterna (gli Asburgo), e che compare citato più o meno impietosamente in parecchie testimonianze del tempo.


Figg. 4 e 5

Oltre ai ritratti, è qui possibile scoprire, forse per la prima volta, le opere sacre di Van Dyck, contrassegnate dal felice incontro di teatro e pathos, religione e sentimento; si tratta di una produzione alquanto coinvolgente, non soltanto per la bellezza della pittura, ma anche per la capacità del pittore di conquistare il pubblico. In questa sezione compaiono opere celebri, come il grande Matrimonio misticodi Santa Caterina proveniente dal Museo del Prado di Madrid (Fig. 4), oppure l’intenso San Sebastiano dalla Scottish National Gallery di Edimburgo. Non si può poi dimenticare un’imponente Crocifissione, staccata per l’occasione dall’altare della piccola chiesa di San Michele di Pagana, vicino a Rapallo, per essere finalmente ammirata da visitatori internazionali; è così esposta a Palazzo Ducale l’unica pala a destinazione pubblica eseguita dall’artista per la Liguria.

Vale la pena segnalare, infine, il catalogo della mostra pubblicato da Allemandi, che avrà un’edizione inglese a cura della casa editrice belga Hannibal Books. Curato da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, due specialiste della materia, la prima sul versante italiano, la seconda su quello della patria dell’artista, tale catalogo contiene sia la schedatura scientifica delle opere in mostra, sia un’antologia di saggi firmati dai maggiori specialisti internazionali sull’argomento, dato che presenta un comitato scientifico onorario internazionale, costituito da studiosi di rilievo, italiani e stranieri. Come si può immaginare, il volume è vòlto a documentare alcune novità, frutto di decenni di studi, inerenti alla produzione di Van Dyck, per esempio una revisione significativa della cronologia delle sue tele, e contribuisce nello stesso tempo a far conoscere l’opera di un grande genio della pittura europea.

 

Didascalie delle immagini

Fig. 1: Anton van Dyck, Autoritratto, olio su tela, 1613-1614, Accademia di Belle Arti, Vienna.

Fig. 2: Anton van Dyck, Ritratto equestre dell’imperatore Carlo V, olio su tela, 1621 ca., Galleria degli Uffizi, Firenze.

Fig. 3: Anton van Dyck, Due studi di testa d’uomo, olio su tela, 1615-1617 ca., Snijders & Rockox House, Antwerp.

Fig. 4: Anton van Dyck, Matrimonio mistico di Santa Caterina, olio su tela, 1618-1620, Museo del Prado, Madrid.

Fig. 5: Anton van Dyck, Francesco Orero in adorazione del Crocifisso alla presenza dei santi Francesco e Bernardo, olio su tela, 1627, Chiesa Parrocchiale di San Michele, Pagana (Rapallo).

 

Scheda tecnica

Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova a Londra. Palazzo Ducale, Appartamento e Cappella del Doge, Genova.
Mostra allestita da venerdì 20 marzo 2026 a domenica 19 luglio 2026,
aperta nei seguenti giorni e orari: lunedì 14-19, martedì-domenica 10-19, venerdì 10-20 (la biglietteria chiude un’ora prima). Biglietto intero: 15€, ridotto: 13€, over 65: 14€, under 25: 9€; audioguida: 5€.
Informazioni e prenotazioni:
https://palazzoducale.genova.it/mostra/van-dyck

 

 

 

 

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