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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Luoghi, Mostre, Eventi

L'ultimo Matisse a Roma

 


 

Nel campo dell’arte, il creatore autentico non è solo un essere particolarmente dotato, è un uomo che ha saputo ordinare in vista del loro fine un insieme di attività, delle quali l'opera d’arte è il risultato finale.”

Henri Matisse

 

L’opera pittorica di Henri Matisse (1869-1954) si distingue per l’uso vasto e originale della tavolozza dei colori, per la forma gioiosa delle immagini e per la leggerezza dei temi trattati. Guida indiscussa del fauvismo (1905-1907), prima corrente artistica del Novecento che professava l’uscita dal realismo impressionista in nome dell’assoluto dominio cromatico delle tinte, accostate in contrasti audaci, saturi, magari eccessivi, ma pregni di un forte contenuto emozionale, Matisse - con Derain, de Vlaminck e altri - produsse una vera e propria rivoluzione antinaturalista che influenzò tutta l’arte del XX secolo, e in particolar modo, l’espressionismo astratto made in USA.

Meno conosciuta, ma altrettanto preziosa, la seconda parte della sua produzione artistica, il cui inizio è databile a ridosso degli anni Quaranta, fase caratterizzata dall’abbandono della pittura in favore del disegno, della grafica, dell’incisione, della progettazione di scenografie e costumi teatrali, dell’illustrazione di meravigliosi libri d’arte e della tecnica dei collage ritagliati, altrimenti detta dei papiers découpés. Ed è proprio questo l’oggetto della mostra “L’ultimo Matisse - Morfologie di carta” ospitata a Roma presso il Museo Storico della Fanteria e dell’Esercito Italiano dal 28 febbraio al 28 giugno 2026, e splendidamente organizzata da Navigare S.r.l.

La rassegna, promossa dal Ministero della Difesa, e curata dalla storica dell’arte Vittoria Mainoldi, consta di 114 opere provenienti da collezioni private, riguardanti la “seconda vita” dell’artista francese, ovvero, si concentra sulla produzione finale (1940-1954) - e più intensa - di Matisse, il quale, malgrado l’età avanzata e la malattia, che lo aveva costretto alla carrozzina per disabili, visse tale limitazione come un’opportunità, abbandonando i pennelli e il cavalletto, e riversando il proprio genio creativo su forbici e carta velina per realizzare composizioni splendide, coloratissime e innovative.

Così è intervenuta Vittoria Mainoldi alla conferenza stampa dello scorso 25 febbraio:

Il visitatore troverà una mostra che disvela un lato meno conosciuto della produzione di Matisse, il padre del fauvismo, ma è stato un artista che in età matura, a oltre 70 anni, ha avuto una nuova giovinezza, un periodo di enorme creatività che trova espressione attraverso i papiers découpés. Questa mostra ripercorre esattamente questo ultimo periodo della carriera di Matisse che, dal mio punto di vista, è creativo se non di più rispetto al primo Matisse e questo è abbastanza un unicum, in realtà, nella storia dell'arte. Matisse, a causa di un tumore che lo rende infermo costretto su una sedia a rotelle, inizia una nuova parentesi, una parentesi che da un lato potrebbe sembrare forzosa, cioè non posso più dipingere, non posso più stare in piedi, devo trovare dei mezzi per esprimermi diversi. Ma in realtà è la sintesi del suo percorso artistico vero e proprio […]”.

 

In allegato file PDF con 15 immagini

 

L’esposizione è allestita in quattro sezioni: Verve, Libri d’artista e libri illustrati, Jazz, Il disegno. La prima è dedicata alla rivista “Verve”, diretta dall’editore Tériade e notifica il sodalizio tra Matisse e l’editoria d’avanguardia. In tale comparto, comprendente copertine, litografie a colori e disegni in bianco e nero, troviamo opere assai note quali La Tristesse du Roi, Apollon, Mille et Une Nuits, Nuit de Noël e Bleu Nu X…  

La seconda sezione denominata “Libri d’artista e libri illustrati”, ospita 24 disegni su carta velina dove il maestro di Le Cateau-Cambrésis esplora il volto umano con un semplice tracciato di linee continue, in un sapiente dialogo tra disegno e letteratura. Tali composizioni sono ispirate dal saggio poetico Une fête en Cimmérie di Georges Duthuit, e dal controverso romanzo epistolare Lettres Portugaises (con testi di Marianna Alcaforado), da noi conosciuto come Lettere di una monaca portoghese (1669), attribuito, con più di qualche riserva, alla penna di Gabriel-Joseph de Lavergne 

La sezione numero 3, intitolata “Jazz”, comprende 20 tavole litografiche, eseguite tra il 1943 e il 1944, di soggetti in prevalenza circensi (clown, acrobati, cavalli, elefanti…) del libro omonimo pubblicato per le edizioni Tériade nel 1947. I ritagli di carta colorati si associano a testi manoscritti a pennello in una sorta di contrappunto e di ritmica jazzistica, e Matisse adotta tale interessante sinestesia per associare arte e colore ai valori universali della vita in contrapposizione agli orrori della guerra. Magnifiche, dunque, le esplosioni cromatiche di Le Cirque, Plate II; Icarus, Plate VIII; Le Tobogan, Plate XX; L’avaleur, Plate XIII; e Le Cheval, L’Écuyère et Le Clown, Plate V. Quest’ultima tavola la troviamo nel manifesto che illustra la mostra.  

La quarta e ultima sezione, “Il disegno”, include 25 litografie di disegni in bianco e nero fino ai grandi lavori a carboncino. Si tratta perlopiù di ritratti di donna (diversi quelli multietnici) che vanno dagli anni Venti agli anni Cinquanta, inclusa le serie di nudi femminili degli anni Quaranta, tra i quali apprezziamo principalmente Nu, Nu allongé, Femmes métisses, Tachi. Riteniamo di concludere così questo originale itinerario tra le forme - archetipe e naturali - della carta affidando allo stesso Henri Matisse le ultime parole: «Non faccio distinzione tra l’esecuzione di un libro e quella di un quadro, e normalmente procedo dal semplice al complesso, ma anche sempre pronto a ritornare al semplice».

In allegato file PDF con 15 immagini

 

Scheda tecnica

L’ultimo Matisse - Morfologie di carta, Museo Storico della Fanteria dell’Esercito italiano, Piazza Santa Croce in Gerusalemme 7, Roma
Dal 28 febbraio al 28 giugno 2026, dal lunedì al venerdì: ore 9:30 – 19:30; sabato, domenica e festivi: ore 9:30 - 20:30
Biglietto intero: 15,00 € nei Weekend e festivi; Intero 13,00 € nei giorni feriali; riduzioni possibili.

 

 

 

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