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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Luoghi, Mostre, Eventi

Gli Shinhanga, una rivoluzione nelle stampe giapponesi


Ancora abbiamo negli occhi lo splendore delle “immagini del mondo fluttuante” (
ukiyo-e), ossia dell’arte giapponese tra il XVII e il XIX secolo, passate in mostra a Palazzo Braschi (fino al 23 giugno 2024), e accompagnate da uno straordinario successo di critica e di pubblico, che ecco arrivare a Roma una nuova rassegna di magnifiche stampe nipponiche, ospitate, stavolta, in una cornice non abituale, ma assolutamente meravigliosa, quella dei Musei di San Salvatore in Lauro, siti nel complesso monumentale del Pio Sodalizio dei Piceni, e comprendente la Chiesa di San Salvatore in Lauro, sull’omonima piazza che si affaccia sulla via dei Coronari.

L’arte degli Shinhanga, come recita il sottotitolo, rappresenta una vera e propria rivoluzione nelle stampe giapponesi ukiyoe degli inizi del XX secolo contrassegnate da raffinati ritratti di noti attori di teatro e di magnifiche geishe, da vedute urbane brulicanti di popolazione, ma anche di idilliache visioni, di rappresentazioni delle bellezze naturali colte nella mutevolezza delle stagioni, seppur venate di malinconia, presagio della prossima dissoluzione a causa della rapida avanzata della modernità e del progresso. Tale rivoluzione evidentemente non riguarda il disegno e la tecnica xilografica, peraltro già prossima alla perfezione, ma la rappresentazione di scorci della provincia rurale o dei sobborghi cittadini, non ancora raggiunti dalla modernizzazione: rovine, templi antichi, ponti a cavallo di fiumi e corsi d’acqua, immagini campestri e scene notturne illuminate dalla luna.

 

Stavolta però, le immagini, che coniugano felicemente elementi classici e sentire modernista, adottano la prospettiva dell’arte europea – e sovente inquadrature di tipo fotografico – mentre l’illuminazione dei quartieri urbani non è più prodotta dalla soffice velatura della luna, ma da quella artificiale dei lampioni. A questo genere di vedute “impressioniste” si aggiungono i paesaggi descritti nelle varianti stagionali, e anche i ritratti tradizionali; così ritroviamo gli interpreti del teatro kabuki e le fascinose geishe, ma in prevalenza le donne comuni, riprese nelle loro attività quotidiane, mentre si pettinano i capelli o si applicano il trucco, e nei volti, da cui trapelano stille di malinconia e disillusione, sogni infranti e nostalgici rimpianti.

Shinhanga, letteralmente la nuova xilografia, è un movimento artistico che si sviluppa nel paese nipponico a partire dal 1916, grazie all’opera di artisti come Itō Shinsui, Kawase Hasui e Hashiguchi Goyō nel periodo storico che va dall’epoca Taishō (1912-1926) ai primi decenni dell’epoca Shōwa (1926-1989). A coniare il termine fu l’editore Shōzaburō Watanabe, figura chiave, che diede un grande impulso alla realizzazione e alla diffusione dello Shinhanga. L’esposizione romana comprende più di 120 opere originali di alcuni dei più celebri maestri Shinhanga, provenienti da collezioni private e dalla Japanese Gallery Kensington di Londra, oltre a preziosi kimono, fotografie storiche, manga, cartoline e altre pubblicazioni, e alcuni oggetti d’arredo.

Gli Shinhanga in un momento cruciale dello sviluppo culturale del Giappone moderno, raccontano un paese che si apre allo sguardo e all’influsso dell’Europa” – afferma Paola Scrolavezza, curatrice della mostra – “I grandi maestri di questa corrente rivoluzionaria non solo fanno proprio il gusto per l’esotico dei viaggiatori stranieri, offrendo loro squarci estetizzanti del Sol Levante segreto, ma si trasformano essi stessi in viaggiatori curiosi, cristallizzando nelle stampe scorci d’occidente che conservano la freschezza della prima scoperta. E ai ciliegi in fiore e alle vedute del Fuji si affiancano con naturalezza le piramidi di Giza e i canali di Venezia”.

L’avvincente percorso espositivo rappresenta, dunque, un vero e proprio viaggio all’interno dell’arte e della cultura del Giappone tra le due guerre, un paese completamente impegnato in una rapida – e non indolore – industrializzazione e, nel contempo, sconvolto dal grande terremoto del settembre del 1923, il peggiore della storia nipponica, che provocò danni irreparabili, radendo al suolo una vasta area intorno a Tokyo e provocando oltre 100.000 morti. Dalle rovine dell’immane catastrofe rinascerà una nuova capitale, una metropoli sempre più proiettata verso il futuro. In questo contesto storico la produzione degli Shinhanga s’intensificherà, assumendo le nuove istanze di ricostruzione, di rinascita politica, morale e civile, e di rifondazione dei costumi e dei modelli di vita.

 

 

Didascalie delle immagini

  1. Locandina della mostra

  2. Shinsui Ito (1898-1972), Il Volano (1945-1957) (originariamente stampata nel 1938) Japanese Gallery Kensington

  3. Attribuito a Ogawa Kazumasa (1860-1929), Geisha in posa nello sfondo di kakemono (1890 c.)

  4. Goyo Hashiguchi (1880-1921), Donna che si pettina i capelli Collezione privata

  5. Yoshitora Utagawa (active. 1830-1880), The United States of America (1867)

  6. Yoshijiro Urushibara (1888-1953), Venezia (Gift for the British Museum)

  7. Kawase Hasui (1883-1957), Matsushima Zaimoku (1933)

  8. Masamitsu Ota (1892-1975), No. 4 Dojoji of Nakamura Utaemon VI Series: Aspects of the Showa Stage (1945)

  9. Toshi Yoshida, (1911-1995) Quattro Stagioni: Estate. Ponte della mezza luna (1941)

  10. Hasui Kawase, Neve al Parco di Shiba (Tokyo)

  11. Syun Sho” Itawa Sentaro

  12. Hiroaki Takahashi, Lake Yamanaka (1929)

  13. Shinsui Ito, Four Season: Tea Ceremony (1960 CA)

  14. Goyo Hashiguchi (1880-1921), Woman Applying Make-up (Metà del XX secolo, originally published in 1918)

  15. Yoshida Hiroshi, Porta del Tempio del Grande Buddha (1937)

  16. Ito Shinsui, Kanzashi (Giovane donna che a uno specchio portatile si aggiusta la sua acconciatura per prepararsi alla festa del nuovo anno) 1931

  17. Masamitsu Ota (1892-1975), Nakamura Utaemon V nel ruolo della Dama Masaoka (1945) Japanese Gallery Kensington

  18. Masamitsu Ota (1892-1975), Matsumoto Koshiro VII nel ruolo di Benkey (1945) Japanese Gallery Kensington

  19. Kimono

  20. Foto d’epoca 1890 c.

     

Scheda tecnica
GLI SHINHANGA - Una Rivoluzione nelle Stampe Giapponesi,
Musei di San Salvatore in Lauro, Piazza di San Salvatore in Lauro 15, Roma, dal 13 marzo al 15 giugno 2025
Aperto martedì - mercoledì - giovedì - venerdì: 11:00 – 19:30, sabato - domenica: 10:30 – 20:30, lunedì chiuso.

Ingresso, intero 14,50€, ridotto 13,00€

 

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