Statistiche dal 2010

Visite agli articoli
5036913

Abbiamo 199 visitatori online

Cerca nel sito

Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

non ha scopo di lucro, non propone alcuna pubblicità e ha come unico interesse la diffusione della cultura.
Pertanto, le immagini pubblicate si attengono all'a
rticolo 70, comma 1bis della legge sul diritto d’autore, dove si afferma che è possibile la "libera pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".

 

 - Nuova informativa sui cookie -

 


Luoghi, Mostre, Eventi

Frans Hals a Berlino

 

 

Del XVII secolo olandese, il cosiddetto Secolo d’oro, si ricordano generalmente due nomi sopra tutti, Rembrandt e Vermeer, seguiti dal grande ritrattista Frans Hals, la cui attività precede di circa una generazione quella di Rembrandt e di quasi due quella di Vermeer. Tuttavia, la lunga vita di Hals, nato nel 1582 (data non certa) e morto nel 1666 a un’età superiore agli ottant’anni, lo rese a lungo contemporaneo dei due maestri. In parte dimenticato per quasi due secoli, proprio come Vermeer, Hals trovò la sua rivalutazione come precursore ai tempi del realismo ottocentesco, un merito che gli fu riconosciuto in particolare da Courbet, ma poi anche da Manet e Van Gogh. Tra le sue opere, sono ricordati e apprezzati i ritratti di anonimi borghesi del tempo, abbastanza tradizionali ma di grande qualità psicologica, e poi la collezione di personaggi del popolo, eseguiti con tecnica rapida e quasi impressionista, come Malle Babbe (Babbe la pazza) e il Ragazzo con il flauto, e anche vari bevitori colti nella risata dell’ebbrezza raggiunta.

Malle Babbe


La mostra Frans Hals, Master der Augenblick (Maestro dell’istante) allestita a Berlino negli spazi della Gemäldegalerie, è un’occasione straordinaria per conoscere dal vivo l’opera di Hals dopo l’allestimento alla National Gallery di Londra e al Rijksmuseum di Amsterdam. Sono più che apprezzabili il numero e la qualità delle opere esposte; le informazioni sui pannelli lungo il percorso espositivo sono ben dosate e chiare, e il catalogo della mostra è imperdibile, come dovrebbero essere tutti i cataloghi, essenziale complemento se non traguardo finale del lavoro dei curatori.

Stando alle ricostruzioni biografiche, non sempre possibili per mancanza di documenti, il pittore ebbe una vita abbastanza tranquilla nella giovinezza e nell’età matura, ma con varie difficoltà verso la fine, per debiti non pagati. Anche il cattolico Hals come Vermeer ebbe un numero spropositato di figli, tre dalla prima moglie e undici dalla seconda, destinati ovviamente a pesare sul bilancio famigliare (anche se non tutti raggiunsero la maggior età). All’interno della ricostruzione biografica, è segnalata anche con discrezione una qualche possibile diagnosi di alcolismo, in passato ritenuta sicuramente autentica per via di una discussa biografia di Hals pubblicata nel Settecento. Di certo, molti tra i quadri di genere popolare propongono personaggi allegri con il bicchiere in mano, e la passione di Hals per le osterie non viene comunque messa in dubbio dai suoi attuali studiosi. 

La grande sala centrale della pinacoteca berlinese viene tenuta in penombra, con un bell’effetto nell’efficace illuminazione delle opere, disposte per temi in spazi definiti da pareti divisorie. L’effetto scenografico è garantito, e per inquadrare meglio una delle tele più grandi, il gruppo della Guardia civica di San Giorgio, che presenta una qualche affinità con la celeberrima Ronda di notte di Rembrandt, è stata creata una finestra nella parete che la precede, a somiglianza di una quinta teatrale.

La guardia civica di San Giorgio

Diversi ritratti, il genere pittorico preferito dai clienti di Hals e quello cui si lega la sua fama di artista, sono per molti versi simili, con i protagonisti vestiti secondo i dettami dell’epoca, l’espressione soddisfatta, il sorriso di circostanza. La tecnica di Hals qui è esemplare, i dettagli di millimetrica precisione, la somiglianza sicuramente perfetta, lo scavo psicologico di sicuro apprezzamento. Mancano spesso i dati anagrafici del soggetto ritratto, ma in fondo ci fornirebbero solo pochi elementi in più.

Ritratti di due sposi

La mostra prosegue con alcune opere diverse, ben più affascinanti, la gente del popolo vista con gli occhi del maestro, che sa cogliere in uno sguardo e in un sorriso l’istante vissuto. Uno spazio apposito è assegnato al ritratto bizzarro e giustamente celebre di Malle Babbe, probabilmente ricoverata per malattia o disturbi mentali; accanto al quadro di Hals sono stati collocati la copia fedele che ne fece Courbet due secoli dopo e un’altra versione attribuita alla bottega stessa di Hals. Il ritratto di Babbe, che sta bevendo e che ha sulla spalla una misteriosa civetta, è di grande effetto per la forza espressiva e comica del riso della donna che appare evidentemente ebbra.

Nel passaggio della mostra accanto al gruppo di opere dedicate alla Babbe sono raccolti i lavori che personalmente trovo più interessanti, i ritratti di gente comune. La pennellata di Hals qui si fa veloce e visibile, quasi a segnalare la diversa consistenza dei soggetti, spontanei e non ingessati. Sono immagini popolari, le preferite da Hals potremmo dire, in cui si avverte la simpatia, se non l'empatia, del pittore. Senza dubbio piacquero a Manet, e possiamo immaginare che anche l’altro grande ammiratore di Hals, il suo conterraneo Van Gogh, ne abbia tratto ispirazione.

 Ragazzo che suona il liuto

 

 Ragazzo che canta e suona il flauto

 

Memorabili e giustamente celebri i ritratti di due giovani musicisti, l’uno con il flauto, l’altro con il liuto. Il cappello con la piuma del flautista (oltre che ricordare Caravaggio e i suoi giovani modelli) è memorabile quanto la mano che sembra salutarci, mentre lo sguardo rivolto chissà dove del suonatore di liuto rivela divertimento e passione. Qui il riso o il sorriso non sono di circostanza, ma riflettono genuini momenti di rilassatezza e di svago.

In coda alla mostra, qualche opera del tempo, e successiva, definisce l’influenza di Hals, ma come s’è detto il pittore fu oscurato dalla fama di Rembrandt e furono solo i realisti ottocenteschi a recuperarne l’acuto spirito innovatore.

La mostra espone 50 quadri di Frans Hals, riuniti da musei europei e americani. Va ricordato che dieci di essi sono comunque proprietà della Gemäldegalerie di Berlino.

Curatori Katja Kleinert e Erik Eising, con il sostegno della Fondazione Fontana e del Kaiser Friedrich Museumsverein.

 

 

Scheda tecnica

Frans Hals, Master der Augenblick, Gemaeldegalerie di Berlino, Kulturforum nei pressi di Potsdamerplatz. Dal 12 luglio al 3 novembre 2024.
Il lunedì la mostra è chiusa, da martedì a domenica aperta dalle 10:00 alle 18:00, ingresso 16 euro, ridotto 8 euro.

 

 

abbiamo aggiornato l'informativa sui cookie