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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Luoghi, Mostre, Eventi

Impressionisti. L’alba della modernità

 

 

Da qualche anno a questa parte Roma ha sensibilmente allargato - e variato - gli spazi espositivi dedicati alle arti, non più dominio esclusivo dei musei e delle gallerie tradizionalmente utilizzate. Tutto ciò ha prodotto un vistoso aumento dell’offerta degli eventi culturali della città eterna, anche in zone periferiche, oppure in siti e palazzi storici rimasti a lungo parzialmente, o completamente inutilizzati. Naturalmente, il lato in ombra della medaglia riguarda il vertiginoso aumento dei prezzi - non sempre giustificati - dei biglietti di mostre ed esibizioni temporanee, spesso qualitativamente mediocri.

Non è sicuramente il caso del magnifico evento intitolato Impressionisti. L’alba della modernità, ospitato a Roma presso il Museo Storico della Fanteria, a pochi passi dal complesso monumentale di Santa Croce in Gerusalemme. Questa antologica, curata da Vincenzo Sanfo in sinergia con Vittorio Sgarbi, è stata realizzata in occasione dei 150 anni dalla nascita, a Parigi, nello studio del fotografo Nadar, del movimento dell’Impressionismo (15 aprile 1874). Si tratta di un’esposizione ricca e originale - forse la più completa mai presentata in Italia - che si avvale di un nucleo di circa 200 opere, organizzate in un percorso cronologico, filologico e tematico coerente scandito in tre parti: Da Ingres a L’École de Barbizon, i fermenti dell’Impressionismo; L’Impressionismo; L’eredità dell’Impressionismo.

Nella prima sezione, dedicata in prevalenza agli inizi del XIX secolo, troviamo paesaggi di Camille Corot e Gustave Courbet che preludono alla pittura en plein air, le suggestioni orientaleggianti di Eugène Delacroix in Studio per La morte di Sardanapalo, la coppia di ritratti di magistrati di Honoré Daumier e le vedute degli artisti aderenti al movimento dell’Ecole de Barbizon, cioè Charles-François Daubigny, Paul Lecomte (la cui Barca sul fiume costituisce l’immagine simbolo della mostra), Jean-Baptiste Millet ed Eugène Boudin, i quali, furono i promotori di una stagione artistica che rappresentava la natura e il lavoro dei campi, chiara derivazione dalla pittura inglese dei primi dell’Ottocento, e soprattutto, furono i naturali ispiratori dei giovani Impressionisti.

Il secondo segmento concerne i partecipanti alle otto mostre impressioniste ufficiali, a partire da quella storica del 1874, realizzata nello studio di Nadar (esposto un suo ritratto fotografico), che rappresentò l’ingresso ufficiale del movimento nel mondo dell’arte, e fino al 1886. Perciò, via libera a Pissarro, Degas (un’intera sala gli è stata dedicata), Sisley, Manet, Gauguin, Monet (prezioso l’inedito studio preparatorio de I pescatori sulla Senna a Poissy), Morisot, Utrillo, Renoir, il nostro De Nittis, e Cezanne, presente con Le bagnanti, una splendida litografia del 1935. Perfino di Vincent Van Gogh viene esposta l’interessante elioincisione L’uomo con la pipa (Dottor Paul Gachet). Di questi illustri esponenti dell’Impressionismo sono presentate opere considerate minori, e tuttavia necessarie a marcare un itinerario che mostra l’evoluzione filosofica ed estetica prima ancora che quella tecnica e pittorica.

La terza porzione riguarda i cosiddetti “eredi” dell’Impressionismo, ovvero Derain, Dufy, Toulouse-Lautrec, di cui ammiriamo ben quattro litografie, tra le quali la notissima Les Ambassadeurs; e ancora Permeke e Vlaminck, fino a concludere il tragitto con un’acquaforte di Pablo Picasso (1968) dal titolo Degas e Desboutin davanti La Celestine. Ampio spazio è dato, inoltre, ai grandi comprimari (?) come Bracquemond, Guillaumin, Forain, Desboutin, Lepic, e specialmente, Firmin-Girard, il quale, dispensa bellezza in tutti e quattro i suoi dipinti in mostra (da Notre Dame de Paris al Ritratto di Marc Girard, dalla Visita alla Villetta a Il villaggio di Woignarue), e a tutti gli altri artisti che con loro hanno condiviso l’avventura di una nuova maniera di produrre arte. Bisogna aggiungere che questi ultimi contribuiscono all’ottima riuscita di Impressionisti. L’alba della modernità non solo con la qualità delle opere esposte, tutte provenienti, peraltro, da collezioni private italiane e francesi, ma pure per il fatto che è la prima volta che vengono presentati in Italia in un’esposizione così ampia e articolata.

Ma la bontà di questo progetto si esprime in virtù del fatto che il viaggio nell’Impressionismo è stato documentato non solo per mezzo dei dipinti a olio, ma con disegni, acquerelli, sculture, ceramiche e incisioni, che hanno evidenziato una particolare attenzione nei confronti di tutte le tecniche sperimentate e utilizzate dagli artisti in esame. A queste opere, si accompagnano materiali documentali, quali lettere, fotografie, libri, abiti e oggetti di uso comune che offrono una importante testimonianza della società nata e affermatasi durante il movimento impressionista.

È difatti indubbio che tale rivoluzione - economica e sociale prima che culturale - vada collocata in un contesto storico ben definito, cioè nell’Ottocento, durante la fioritura della grande industrializzazione, dello sviluppo della scienza e della tecnica, dell’istituzione delle grandi esposizioni internazionali di Parigi, della diffusione dell’illuminazione e della corrente elettrica nelle città, della smania costruttiva di opere architettoniche strabilianti, che sfidassero il cielo e la gravità, come la Tour Eiffel, ad esempio, del 1889, per giungere all’incentivazione delle vie di comunicazione, del trasporto pubblico e privato (treni e tram, navi e transatlantici, prime automobili e primi aeroplani), all’affermarsi della psicanalisi e delle filosofie positivistiche, e alla nascita della fotografia e del cinema, che di fatto indicarono le nuove strade da esplorare agli artisti moderni.

Non meno decisivi sono risultati i contatti con l’Estremo Oriente, Cina e Giappone in primis, che non solo hanno fornito viva ispirazione, ma hanno determinato l’affermazione di tecniche coloristiche, di incisione e stampa già fiorenti nell’arte giapponese. Si pensi alle numerose opere degli Impressionisti (e dei loro successori, sino ad arrivare all’Art Nouveau) in cui si rintracciano forti richiami all’arte raffinata del Sol Levante, in particolare all’Ukiyo-e, (tuttora in corso a Palazzo Braschi, sempre a Roma, una straordinaria rassegna), ovvero le “immagini del mondo fluttuante”, realizzate con la tecnica della xilografia.

 

Scheda tecnica

Impressionisti. L’alba della modernità, Roma - Museo Storico della Fanteria, Piazza Santa Croce in Gerusalemme 7, dal 30 marzo al 28 luglio 2024. 

ORARI: dal Lunedì al Venerdì: dalle ore 09,30 alle ore 19,30. Sabato e Domenica: dalle ore 09,30 alle ore 20,30. Ultimo ingresso trenta minuti prima della chiusura. COSTO DEL BIGLIETTO: € 15,00 Biglietto intero WEEKEND E FESTIVI € 13,00 Biglietto intero Feriali € 10,00 Biglietto Ridotto (solo in biglietteria): TUTTI I GIORNI Giovani fino a 14 anni Giornalisti Universitari Convenzioni € 8,00 Gruppi oltre 10 persone € 16,00 Biglietto Open Include ingresso salta la fila € 5,00 Scuole Gratuito Bambini fino a 5 anni

TELEFONO PER PREVENDITA: +39 351 840 3634
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 333 609 5192
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Didascalie delle opere

  1. PAUL CÉZANNE Les Baigneur - 1935. Litografia 29 x 23 cm.
  2. VINCENT VAN GOGH L'homme à la pipe (Docteur Paul Gachet) - 1939, Héliogravure del 1890 – Ed. 1939 17,5 x 21,5 cm. Collezione privata
  3. HONORÉ DAUMIER Portrait de Magistrat - 1840 ca., Tecnica mista su cartoncino 42,5 x 63,5 cm. Kronos Gallery
  4. FIRMIN -GIRARD Le village de Woignarue, Olio su tela 56 x 38 cm. Collezione privata
  5. FIRMIN -GIRARD Visite à la Chaumière - 1888, Olio su tela 73 x 103 cm. Collezione privata
  6. FIRMIN -GIRARD Notre Dame de Paris. Olio su tela 74 x 53,3 cm. Collezione privata
  7. FIRMIN -GIRARD Portrait de Marc Girard - 1883. Olio su tela 150 x 120 cm. Collezione privata
  8. PIERRE FRANC LAMY Coquette. Olio su tela 54,5 x 65 cm. Collezione privata
  9. MARIE LAURENCIN Femme a la guitarre - 1933. Olio su tela 49,5 x 61,5 cm. Kronos Gallery
  10. CLAUDE MONET (attr.) LesPêcheurs de Poissy - 1882 ca. Olio su tela 84 x 105 cm. Collezione privata
  11. CLAUDE MONET Teiera del servizio conservato in casa di Monet. Porcellana. Collezione privata
  12. MAURICE UTRILLO Montmartre: Moulin de la Galette et le SacréCoer. Litografia ritoccata a gouache e pochoir 38 x 28 cm. Collezione privata
  13. ÉDOUARD MANET Portrait d’un hommeavec un haut de forme et une cigaretteHu - 1860 /1870. Olio su pannello 16,2 x 11,80 cm. Collezione privata
  14. JEAN - BAPTISTE CAMILLE COROT Le Grand Cavalier sousBois - 1854. Cliché -verre 26 x 31 cm. Collezione privata
  15. ÉMILE BERNARD Maison et petite palace a Venice - 1926. Olio su cartone 65,5 x 92,5 cm. Galleria Studiolo, Milano
  16. PAUL LECOMTE Bateau sur la riviere. Olio su tela 55 x 48 cm. Collezione privata
  17. ÉDOUARD MANET Portrait de Baudelaire - 1863 - 1870. Acquaforte 13 x 18,5 cm. Collezione privata
  18. PABLO PICASSO Degas e Desboutin davanti La Celestine - 1968. Acquaforte 45 x 35 cm. Collezione privata
  19. JEAN - FRANÇOIS RAFFAELLI La neige – soleil couchant - 1896. Acquaforte/puntasecca 46,3 x 22 cm. Collezione privata
  20. ÉDOUARD MANET Olympia - 1865. Acquaforte 30 x 40 cm. Collezione privata
  21. EDGAR DEGAS Cheval aupas - 1834 / 1917. Bronzo 26,5 x 9 x 28 cm. Collezione privata
  22. ERNEST JEAN JOSEPH GODFRINON Dame de qualité assise ou salon - 1898. Olio su tela 80 x 60 cm. Galleria Pirra, Torino
  23. ARMAND GUILLAUMIN Le pont d'Austerlitz, Quai de Seine, Paris - 1873. Olio su tela 81 x 94 cm. Collezione privata Courtesy of Jean -François Cazeau, Parigi
  24. JEAN BAPTISTE MILLET Paesaggio al tramonto. Olio su tela 40,5 x 70,5 cm. Collezione privata
  25. FRÉDÉRIC SAMUEL CORDEY Portrait de Tabarant. Olio su tela 32,5 x 41,5 cm. Collezione privata
  26. PIERRE AUGUSTE RENOIR La loge - 1874. Acquaforte/acquatinta 53 x 38 cm. Collezione privata
  27. Ritratto di Nadar. Fotografia
  28. RICHARD RANFT, Ladies in café - 1900. Pastello su cartone 49,5 x 32,5 cm. Collezione privata

 

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