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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

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Fogli freschi di stampa

Testimoni Oculari, di Peter Burke

 

Peter Burke, oggi 85enne, è uno storico inglese di notevole fama tanto per i numerosissimi libri e saggi pubblicati, quanto per la sua attività di divulgatore. Studioso in particolare del Rinascimento italiano e comunque di ogni periodo storico, Burke ha sempre sostenuto e ricercato l'integrazione tra le varie branche del sapere, nel nome di una cultura non specialistica ma, per così dire, integrata. Con queste premesse, si spiega bene come Burke abbia pubblicato nel 2001 un libro di grande interesse come Eyewitnessing: The Uses of Images as Historical Evidence, tradotto in italiano come Testimoni oculari. Il significato storico delle immagini nell'edizione di Carocci del 2002 e ancora del 2017, seguita da sei ristampe a conferma di un importante successo di vendite.

Mi sembra necessario sottolineare come il titolo originale esprima meglio le finalità di Burke, Uses of images sta per Usi delle immagini, ovvero la possibilità di utilizzare anche la produzione artistica come documento storico, al fianco di cronache, trattati, archivi e qualunque altro documento scritto. E' anche una mia vecchia convinzione personale, che la storia di fronte e alle spalle di un quadro (in questo ambito si tratta soprattutto di pittura) non possa essere sminuita a dato contingente, pur nella consapevolezza che molto spesso alcuni dati ci sfuggono e restano appena intuibili. Sarà certamente tutto diverso in futuro, quando i dati saranno anzi troppi e bisognosi di scrematura, ma fintanto che la nostra lettura del passato, sino al XIX secolo, resta frammentaria, l'integrazione dei dati documentari proposta da Burke appare assolutamente necessaria. Si legge già a pagina 15 che

potrebbe essere utile sostituire il concetto di “fonti” con quello di “tracce” del passato nel presente. Il termine “tracce” si riferisce tanto ai manoscritti, ai libri a stampa, agli edifici, agli arredi, al paesaggio (modificato dallo sfruttamento dell’uomo), quanto ai vari tipi di immagine: dipinti, sculture, incisioni, fotografie.

Il termine tracce ritorna spesso nella storiografia e nella filosofia degli ultimi anni, in particolare nel senso di “lasciare tracce”, quasi un imperativo che ci invita a costruire qualcosa di memorabile nel corso della nostra esistenza. Nel suo libro, Burke si occupa in modo tematico del possibile ruolo che molti quadri hanno nel fornirci informazioni sul passato, lasciando tracce visive e non testuali. Piuttosto che un excursus lineare, Burke affronta l'argomento secondo argomenti specifici, ben esplicitati nei titoli stessi dei vari capitoli:

1. Fotografie e ritratti
2. Iconografia e iconologia
3. Il sacro e il soprannaturale
4. Potere e protesta
5. La cultura materiale e le immagini
6. Vedere la società
7. Stereotipi dell’Altro
8. Narrazioni visive
9. Dal testimone allo storico
10. Oltre l’iconografia?
11. La storia culturale delle immagini

La mole di notizie che Testimoni oculari ci propone è quindi notevole e stimolante, e nel complesso l'apparato iconografico in bianco e nero del volume di Carocci è sufficiente, anche se ovviamente il possibile numero di immagini utili sarebbe sterminato. Basta riflettere un attimo: che cosa sapremmo di preciso dei faraoni egizi, delle truppe imperiali romane, dei vestiti regali in Europa, dell'aspetto fisico delle persone in ogni tempo, degli arredi, degli attrezzi, delle stoviglie, eccetera eccetera, senza le immagini lasciateci da qualche scultore o pittore o disegnatore?

La lettura del libro è intrigante e densa, anche se Burke – per essere il più possibile oggettivo – ci avverte sin troppo spesso che anche l'immagine, come il testo scritto, può mentire e farci credere qualcosa che non c'è o che non era del tutto così. La propaganda è sempre esistita, ma è chiaro che in questa sede non contano tanto le grandi impressioni visive, quanto i dettagli, le piccole cose quotidiane che qualunque artista tendeva in ogni caso a ripetere così come erano, così come tutti le vedevano.

 

Scheda tecnica

Peter Burke, Testimoni oculari. Il significato storico delle immagini, Carocci 2017, 256 pagine, ISBN 978-8843085989, € 14,50

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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