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Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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Gli scritti di Umberto Eco sono innumerevoli, tra saggi, romanzi, articoli e interventi pubblicati nel corso di oltre sessant'anni. Affrontarne la rilettura integrale non è forse possibile, ma con l'aiuto di programmi e catalogazioni digitali oggi è possibile compilarne un elenco quasi-completo. Senza dubbio, la classificazione risulterà incredibilmente ricca, visto che Eco nel corso delle sue attività di docente, studioso, scrittore, giornalista e conferenziere si è occupato di buona parte dello scibile umano.
L'idea di rivedere, rileggere e strutturare gli scritti di Eco che hanno per tema l'Arte è un'idea che a chiunque apparirebbe bellissima ma impraticabile, a meno di non chiamarsi Vincenzo Trione. L'impresa, voluta dall'ultimo co-editore di Eco, Elisabetta Sgarbi della Nave di Teseo, ha richiesto cinque anni di fatica e, posso immaginare, lo sforzo congiunto di molte persone oltre ai collaboratori ufficiali di Trione, Anna Luigia De Simone e Camilla Balbi.
Ne è uscito un volume di stazza enciclopedica, 999 pagine escludendo i corposi apparati, che raccoglie in modo tematico le principali idee sull'Arte espresse da Eco nei suoi scritti. (ma non nei romanzi … un aspetto che meriterebbe di essere affrontato). Come scrive Trione, il libro diventa allora un trattato involontario di estetica, anche se non segue e non può seguire una linea progressiva e si pone in partenza come una raccolta frammentaria di idee.
Trione ci fornisce anche, oltre all'indice generale posto all'inizio come piaceva a Eco, gli indici dei nomi, delle opere e dei concetti, strumenti preziosi per la consultazione. Naturalmente in fase introduttiva c'è una scheda molto ampia sulla carriera di Eco, intitolata Cronologia critica, e in coda una bibliografia forse quasi-completa.
Ma quali erano in definitiva le idee di Eco sull'arte? Da un lato deve essere distinto il contributo critico del semiologo professionista, filosofo di formazione, che senza dubbio seguiva gli insegnamenti di Luigi Pareyson e parlava, ad esempio, di Formatività dell'arte. Un concetto di fondo che, pur nella sua complessità, definisce l'opera d'arte come qualcosa di astratto che ha preso forma fisica, che trova riscontro nei sensi e che attraverso i sensi viene percepita e accolta. Il risultato estetico è chiaro e la sua qualità dipende dall'artefice; come scrive Gianni Vattimo nella voce Pareyson dell'Enciclopedia Treccani, “La legge interna dell’opera guida anche l’interpretazione. Il lettore esperisce l’opera come bella in quanto riuscita: la fruizione coglie la legge interna, ciò che l’opera voleva essere e alla luce di essa la valuta.”
Eco manifesta senza reticenze il suo debito verso Pareyson e vi aggiunge un elemento personale: per tutta la sua attività di scrittore ha saputo affrontare quadri, sculture, architetture, film, musica e poesia come un fruitore qualunque, che vuole trovarci soprattutto bellezza e piacere, e che solo in un secondo tempo vi cerca significati nascosti o strutture complesse. Potrebbe sembrare riduttivo, ma non lo è affatto.
Lo pensa anche Trione che, nella sua bella introduzione (dal titolo “L'idea fissa”), richiama la nostra attenzione sul paradosso attuale per cui le opere piacevoli sono considerate banali e viceversa accettabili quelle meno comprensibili:
… decisiva la riscoperta di una categoria spesso rimossa: il piacere. L'arte oramai è diventata un evento seduttivo solo per pochi. Eco sostiene che all'origine di un onesto discorso critico debba esserci proprio il piacere (pag. XX).
Ma oltre all'aspetto teorico e filosofico estratto da testi ormai classici come “Opera Aperta” e “La definizione dell'arte”, il libro propone le tante pagine sparse dedicate a singoli artisti, o a mostre, o a situazioni personali. Sono particolarmente importanti le introduzioni e le conferenze che spesso sono rimaste un po' nascoste dentro libri non molto diffusi o in ambiti specialistici.
Un'ampia selezione infine è dedicata a quelle brevi e incisive pagine che il professore scriveva per l'Espresso e per altri giornali; qui è protagonista l'Eco maestro di intuizioni ed ironia, maestro anche di giornalismo visto lo stile rapido e invitante di molti pezzi. Come non ricordare le straordinarie trovate del Diario minimo e delle Bustine di Minerva, capolavori di ironia e di saggezza? E non solo, perchè in qualche caso la cronaca si sovrappone alla satira, e viceversa, come nel racconto deprimente ed esilarante del progetto di Renzo Piano del 1988 per ristrutturare accessi, servizi, arredi e archivi del sito archeologico di Pompei. Eco fu tra coloro che consegnarono il progetto di Piano nella mani del presidente Sandro Pertini, che a sua volta lo consegnava, parole di Eco, all'allora ministro dei Beni Clturali, signora Bono Parrino, “la quale ci aveva dato subito l'impressione di portarlo perplessa a casa per sostenere un mobile pericolante” (pag. 974).
Destino condiviso da molte, troppe, iniziative culturali di questo misterioso nostro paese che qualcuno continua a chiamare il Bel Paese.
Scheda tecnica
Umberto Eco, Sull'arte, a cura di Vincenzo Trione, Milano, La nave di Teseo, 2022, 1136 pp., EAN: 9788834609606, € 35