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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

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Fogli freschi di stampa

Max Ernst, di Elio Grazioli e Andrea Zucchinali

Nella bibliografia artistica in lingua italiana mancava certamente un contributo antologico su Max Ernst, nel senso di una selezione degli scritti del grande pittore e degli scritti più interessanti di altri sulla sua opera. L’Italia è purtroppo un paese che non abbonda di saggistica critica seria e approfondita e le monografie su molti, troppi pittori, si limitano spesso a una frettolosa raccolta di immagini con pochi apparati di lettura. 

Il testo pazientemente costruito per l’edizione Quodlibet, nella benemerita collana/rivista "Riga", da Elio Grazioli e Andrea Zucchinali colma questa lacuna su uno dei pittori più importanti e influenti del XX secolo, il surrealista più surrealista di tutti. Giusto la prima riga dell’editoriale del volume recita: “Se si pensa al Surrealimo in pittura si pensa a Max Ernst”. E poche righe dopo, “Abbiamo tutti negli occhi una quantità di opere di Max Ernst, eppure se ne è scritto e tradotto poco in Italia. Il presente volume cerca di colmare almeno in parte questo vuoto, ripercorrendone, attraverso testi storici, analisi di riferimento e nuovi contributi, le vicende e le invenzioni”.

La produzione grafica, pittorica e scultorea di Ernst fu estesa e variegata e molte sue scelte condizionarono i colleghi artisti e gli amici intellettuali. Inoltre, gli scritti di Ernst rivelano una notevole capacità descrittiva nello spiegare i modi della creazione surrealista ed è di particolare interesse leggere qui la sua intervista a Robert Lebel, nella quale con efficacia il pittore ricostruisce i meccanismi della sua pittura, tra cui il celebre frottage.

Va sottolineato a mio parere che la pittura e la scultura surrealiste sopravvivono con una loro autonoma capacità espressiva ed emotiva, mentre molti brani della letteratura e poesia surrealiste appaiono oggi non solo datati, ma anche sinceramente un tantino ridicoli. La nostra lettura può accettare taluni aspetti del gioco, laddove ad esempio l’assurdo nasce dal caso e gli viene ricostruito un senso tramite la ragione, ma quando una totale e demenziale logorrea invade le pagine è difficile non provare un annoiato senso di distanza, nel tempo e nel gusto. Proprio grazie a Lebel e alle sue domande, esce fuori anche la lunga storia delle crisi e di litigi del gruppo surrealista, teoricamente guidato dal poeta Andrè Breton, al quale in realtà tutti guardavano come a un egomaniaco. Ernst era in grado di partecipare alle scelte del gruppo, ma anche di sentirsene autonomo, a dimostrazione di una personalità forte e non manipolabile.

Ci sono anche brani divertenti nell’intervista:

André Breton, che faceva di tutto per aiutare gli artisti in difficoltà, non ha mai potuto soffocare un moto d’irritazione quando uno di noi raggiungeva una certa agiatezza grazie alla sua pittura. Era un’incoerenza che si poteva perdonare a Breton, giacché egli aveva anche tanti altri meriti; ma nei giovani surrealisti puristi di terz’ordine, la cosa diventava semplicemente odiosa. Quando un pittore surrealista cessava di vivere in miseria, il gruppo cercava un pretesto per accusarlo di compromesso. Non sono stato il solo colpito, poiché Matta e Victor Brauner, tra gli altri, furono esclusi ugualmente. Per far piacere agli estremisti del gruppo, saremmo dovuti morire di fame” (pag. 87)

I curatori hanno tratto da cataloghi di mostre degli anni Trenta, varie pagine di testo in cui Ernst ricorda la sua formazione e le sue scelte giovanili. Ma se omaggi e scritti del pittore sono comunque molto interessanti, il vero cuore del volume è costituito dai numerosi saggi, completati anche da alcuni interventi in coda al libro, su Ernst e sulla sua opera. Grazioli e Zucchinali hanno scelto con cognizione di causa articoli e interventi di una miriade di autori, tali da costruire un ritratto formidabile del pittore. Ci sono pagine brevi e saggi più impegnativi, a firma di Spies, Desnos, Aragon, Breton, Tzara, Eluard, Bataille, Levi-Strauss, e in particolare due letture ampie e suggestive di William Camfield  sui primi anni a Parigi di Ernst e di Katharina Schmidt. Grande merito dei due curatori è di essere anche i traduttori di molte pagine inedite in italiano.

In definitiva un libro da non perdere.

      

Scheda tecnica

Max Ernst, di Elio Grazioli e Andrea Zucchinali, Quodlibet 2021  ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8822906229  € 24

 

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