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Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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È durante l’Umanesimo che la pratica di corredare i libri di un apparato figurativo costituito da miniature incontra una notevole fortuna in Italia, dando origine a prodotti artistico-letterari di straordinario pregio destinati a diffondersi oltre i confini nazionali, anche in virtù dei coevi avvenimenti storici, in primo luogo l’arrivo delle forze francesi guidate da Carlo VIII negli ultimi anni del Quattrocento, evento che inaugura una lunga serie di guerre sul suolo italiano.
Pubblicato nel 2020 da Einaudi nella collana Grandi Opere in traduzione italiana,il volume La miniatura italiana del Rinascimento: 1450-1600 del celebre studioso di storia della miniatura Jonathan J.G. Alexander (formatosi all’Università di Oxford, dove rivestì sino al 1971 la carica di assistente presso il Dipartimento dei manoscritti occidentali della Bodleian Library, e divenuto in seguito docente di storia dell’arte all’Università di Manchester e all’Institute of Fine Arts dell’Università di New York), è uno strumento imprescindibile non soltanto per ogni studioso di storia dell’arte moderna, ma anche per tutti gli amanti dell’oggetto libro. Provvisto di splendide illustrazioni e di alcuni apparati conclusivi (comprendenti l’elenco delle abbreviazioni, le note, la bibliografia, l’indice dei manoscritti e dei libri a stampa citati, l’indice analitico e i crediti delle immagini), questo imponente saggio si sofferma principalmente sul periodo che corrisponde ai secoli XV-XVI, come si legge nell’Introduzione a p. 5: «Le periodizzazioni cronologiche istituite dagli storici sono rese in certa misura necessarie da esigenze pratiche. Una indagine come questa deve avere un inizio e una fine e ho scelto di trattare la miniatura dei manoscritti e dei libri a stampa praticata in Italia nell’arco di un periodo di centocinquant’anni, grosso modo dal 1450, o poco prima, al 1600 circa».
Il percorso delineato si snoda attraverso tappe di natura essenzialmente geografica: dopo un primo capitolo dedicato alla Toscana quattrocentesca (con particolare riguardo per le città di Firenze e Siena), le sezioni successive – sempre relative allo stesso arco temporale – sono imperniate sull’Italia centrale e meridionale, su quella nord-orientale e su quella nord-occidentale. Gli stessi contesti sono analizzati in relazione al Cinquecento, dalle città del Nord (Milano, Pavia, Genova, Venezia, Padova, Verona, Ferrara e Bologna) a quelle del Centro-Sud (Firenze, Siena, Urbino, Roma e Napoli). Un’attenzione speciale è poi riservata al commercio librario, con tutti i suoi protagonisti (scribi, miniatori e cartolai), e al variegato mondo delle committenze, a cui appartengono figure di rango sociale elevato, sia ecclesiastici che laici. Se infatti un cospicuo numero di membri del clero sono appassionati collezionisti, si individuano pure parecchi esempi di nobili mecenati; si pensi al duca di Milano Gian Galeazzo Visconti (1351-1402), destinatario di un Libro d’Ore a cui iniziò a lavorare nell’ultimo ventennio del Trecento Giovannino de’ Grassi (attivo come scultore presso il cantiere del monumentale Duomo della città), seguito da suo figlio Salomone, che collaborò a tutti i suoi progetti.

Autore anche di una sorta di taccuino preparatorio conservato a Bergamo, ossia un quaderno pergamenaceo di disegni (principalmente animali, motivi decorativi e araldici, figure e immagini del repertorio cortese), Giovannino de’ Grassi è il primo artefice dell’apparato figurativo dell’offiziolo destinato al duca. Francesca Manzari spiega così nella relativa voce contenuta nell’Enciclopediadell’Arte Medievale (1995): «Nei disegni del taccuino di Bergamo e nelle miniature dell’offiziolo oggi a Firenze si manifesta un artista già maturo, che ha attinto alla pittura lombarda della seconda metà del Trecento le qualità più caratteristiche di realistica osservazione della realtà naturale, di fluidità narrativa, sfrondandole di ogni impostazione monumentale in favore della scala ridotta, cromaticamente e linearisticamente preziosa, propria della miniatura, e potenziandole con il ricorso in un’estensione sino allora inedita allo studio di natura, soprattutto nella raffigurazione degli animali». Alla morte del duca Gian Galeazzo Visconti una copia del discorso funebre tenuto dal frate Pietro da Castelletto fu decorata dal celebre pittore Michelino da Besozzo, a cui vengono attribuiti molteplici manoscritti miniati, compreso un Libro di preghiere (l’Offiziolo Bodmer) conservato alla Pierpont Morgan Library di New York. Nelle varie immagini a tema religioso, fra cui si ricordano l’Annunciazione (Fig. 1) e l’Ascensione (Fig. 2), si osservano i tratti distintivi dello stile definito Gotico Internazionale (o Tardogotico), di cui Michelino da Besozzo fu uno degli esponenti di maggiore fama.

Al re di Navarra Carlo III il Nobile (1361-1425) è poi dedicato il famoso Libro d’Ore illustrato con ogni probabilità anche dal cosiddetto Maestro delle iniziali di Bruxelles (Fig. 3), il quale sembra risentire dell’influsso esercitato dalla coeva produzione artistica italiana. «Lo stile dell’artista, con le sue figure tozze e voluminose e anche per l’uso del colore, – scrive l’autore (Introduzione, p. 8) – è in relazione con la produzione miniata bolognese e a lui vengono ricondotti i manoscritti realizzati a Bologna sia prima sia dopo il suo soggiorno parigino». Notizie come queste consentono di aprire un interessante squarcio sul contesto storico-culturale. Come è noto, sin dall’inizio del Trecento esistono importanti studia presso le sedi degli Ordini mendicanti (francescani, domenicani, agostiniani, serviti, ecc.), ma l’ambiente privilegiato di studio è senza dubbio quello universitario. Sede di una delle università più antiche del mondo (l’Alma Mater Studiorum, fondata nel 1088), Bologna è indiscutibilmente un luogo di prestigio per l’insegnamento del diritto, ma non solo. Non meno degna di rilievo è infatti la produzione letteraria ed esegetica, spesso legata all’insegnamento, come mostra il caso di Giovanni del Virgilio, intellettuale conosciuto in primo luogo per la corrispondenza epistolare che intrattenne con Dante Alighieri. Maestro di grammatica e retorica e poeta, Giovanni del Virgilio è pure autore di due testi di commento alle Metamorfosi di Ovidio (l’Expositio e le Allegoriae Librorum Ovidii Metamorphoseos) composti appunto in parallelo alla sua attività didattica presso lo Studium di Bologna nel biennio 1322-1323. Inoltre, nella Bologna del XIV secolo ferve l’attività di decorazione libraria, come attestano i numerosi nomi di miniatori conservati negli archivi della città o presenti come firmatari di opere d’arte, a cominciare da quello di Niccolò da Bologna.
Pur non mancando alcune eccezioni (si rammentino soltanto, tra i numerosi esempi proposti da Alexander, i Corali, ovvero i Libri di coro per le parti cantate delle celebrazioni liturgiche decorati a Firenze intorno al 1400 da un gruppo di artisti, tra cui figurano alcuni monaci del monastero camaldolese di Santa Maria degli Angeli), risulta evidente che la produzione di libri miniati avviene soprattutto in parallelo al mecenatismo esercitato dal mondo delle corti, una pratica che continuerà per l’intero Rinascimento, epoca in cui anche artisti del calibro di Mantegna, Perugino e Giovanni Bellini si dedicheranno alla realizzazione di miniature. Ricostruire i meccanismi secondo cui si svolse tale produzione artistica rappresenta un passaggio ineludibile per comprendere uno dei periodi più fecondi dell’arte italiana ed europea.
Didascalie delle immagini
Fig. 1, Michelino da Besozzo, Annunciazione, Offiziolo Bodmer, inizio XV secolo.
Fig. 2, Michelino da Besozzo, Ascensione, Offiziolo Bodmer, inizio XV secolo.
Fig. 3, Maestro delle iniziali di Bruxelles, Libro d’Ore per Carlo III il Nobilere di Navarra, XIV-XV secolo.
Scheda tecnica
Jonathan J.G. Alexander, La miniatura italiana del Rinascimento: 1450-1600, a cura di Fabrizio Crivello, traduzione di Laura Zamparo, Grandi Opere, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2020, pp. XIV – 742, ISBN 9788806244897, 120,00 €.