Statistiche dal 2010

Visite agli articoli
4995647

Abbiamo 156 visitatori online

Cerca nel sito

Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

Fogli e Parole d'Arte

non ha scopo di lucro, non propone alcuna pubblicità e ha come unico interesse la diffusione della cultura.
Pertanto, le immagini pubblicate si attengono all'a
rticolo 70, comma 1bis della legge sul diritto d’autore, dove si afferma che è possibile la "libera pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".

 

 - Nuova informativa sui cookie -

 


Fogli freschi di stampa

Visus, di Riccardo Falcinelli

 

Riccardo Falcinelli ci ha abituato a grandi libri, densi di molte informazioni, di spiegazioni chiare e intelligenti, di moltissime immagini e di divagazioni personali spesso interessanti. E' il caso soprattutto dei due volumi pubblicati da Einaudi nel 2017 e nel 2020, Cromorama e Figure, ma anche di altri notevoli testi come Guardare, Pensare, Progettare del 2011 e Filosofia del graphic design del 2022. In particolare, di Figure ho scritto in termini molto positivi qualche anno fa, suggerendo che venga adottato dai docenti di Storia dell'Arte nei licei.

L'ultimo nato dalla penna di Falcinelli si intitola Visus (nel senso di Volto, anche se in latino Visus è la vista, o lo sguardo, o l'apparenza) ed è un libro traboccante come i precedenti. A mio parere, può persino lasciare frastornato il lettore, perché paradossalmente è un libro sin troppo impegnato, sin troppo pieno, e anche sin troppo legato al modello di testo che Falcinelli propone da tempo, divenuto per certi versi un cliché. Divagazioni personali, riferimenti a casi particolari che poi generano osservazioni di carattere generale, esempi numerosissimi tratti dalla storia dell'arte (che viene magistralmente usata in modo trasversale) e un frequente inserimento delle neuroscienze in vari argomenti: questo è il modello di scrittura di ogni capitolo, sicuramente ben calcolato e strutturato, ma in fondo anche un po' prevedibile. E non è sempre giustificato il ripetersi del meccanismo intellettuale per cui all'opinione comune, magari storicizzata, l'autore con qualche supponenza oppone la propria, che sarebbe quella giusta.

Il tema è quindi il volto umano come ritratto nella storia, un tema che ritorna spessissimo nella produzione saggistica di molti studiosi e che quindi non può certo considerarsi nuovo; eppure la sensazione che si ha, leggendo, è che Falcinelli sia convinto di scrivere il primo vero libro sui ritratti, includendo fotografie, cinema, e telefonini nell'ambito storico. Lo fa da maestro della lingua italiana e della cultura artistica, nonché da scienziato pioniere nello studio delle neuroscienze, ma come detto finisce anche per sommergere il lettore di parole e di (circa 600) illustrazioni.

Il volume è diviso in sette capitoli.

I Somiglianza
Inseparabili
Ritratti e non ritratti
Il neurone di Homer Simpson

II Rappresentazioni
Di fronte e di profilo
Un occhio e mezzo
L'arte di barare
Il collo di Nefertiti

III Espressioni
Le finestre dell'anima
La regola dello Stregatto
Il sorriso di Monna Lisa
Lo sguardo in «primo piano»

IV L'uso delle immagini
La mummia e la maschera
Sesso, potere e genealogia
Ritratti «da visita»

V Canoni
Il naso di Giuda
L'invenzione della bellezza
Rappresentare e punire
Ultimi le donne e i bambini

VI La società dello spettacolo
I capelli di Augusto
La barba e il rossetto
La vetrina dei contemporanei
Il gesto del secolo
Damnatio figurae

VII Il regno digitale
Sguardi artificiali
Lo specchio di Anastasija

Si può subito intuire che Falcinelli affronta tutti i temi possibili, girando intorno all'argomento con la capacità, davvero impressionante, di entrare tanto nel dato di dettaglio quanto nel dato generale.

Per spiegarmi meglio uso qualche esempio a caso citando direttamente il testo: a pagina 78 è presente la celebre immagine a mosaico di Giustiniano imperatore nella basilica di San Vitale a Ravenna. Serve da riferimento iniziale per un discorso sulla frontalità, ovvero su quei volti che guardano direttamente l'osservatore e sembrano voler affermare e imporre una posizione di comando. Scrive allora Falcinelli:

un retaggio di questa fredda solennità é presente ancora oggi nelle parate in cui i militari sfilano con lo sguardo fisso davanti a sé, impassibili, senza cedimenti, per significare che non sono mossi né distratti dalle minuzie della vita civile.
Insomma: la frontalità, tramite la rigidezza, comunica potere e gerarchia.

Quasi 100 pagine dopo, a pagina 174, ecco un altro ritratto imperiale, la testa marmorea di Gallieno che, ben diversamente da Giustiniano, guarda in alto, in atteggiamento quasi spirituale. Falcinelli scrive:

Per cominciare osserviamo un ritratto di Gallieno imperatore romano dal 253 al 268 dopo Cristo. Il suo obiettivo è rifondare l'impero in senso politico e culturale, senza tralasciare gli aspetti spirituali: per farlo promulga editti sulla libertà di culto e, a differenza del padre, non perseguita i cristiani.


I due temi sembrerebbero affini (anche se Giustiniano visse due secoli dopo Gallieno), ma in mezzo ci sono le oltre cento pagine del secondo capitolo, Rappresentazioni, dedicato a una dettagliatissima analisi di come il volto è stato dipinto o scolpito nella storia. Gallieno con il suo sguardo spiritualmente elevato, ben diverso da quello di Giustiniano, rivela un animo non autoritario ma meditativo, e rappresenta a sua volta il preambolo di altre venti pagine (con moltissime immagini) destinate a convincerci che la posizione degli occhi nei ritratti artistici, ovvero lo sguardo, è il frutto - come ovvio - di scelte stilistiche, storiche, filosofiche, anatomiche e religiose. 
Non si tratta di nozioni originali, anzi sono ben note, ma il tutto affascina e seduce grazie all'abbondanza delle figure e ai commenti storici, psicologici, anatomici e personali di Falcinelli.

Tra le cose più interessanti, la storia dei canoni anatomici e quella degli studi sull'affinità tra l'aspetto del volto e il carattere, da Lavater a Lombroso.

La fine del libro è dedicata al mondo digitale, alle ricostruzioni di volti di defunti (pratica che sta diventando quasi normale nel cinema) e ovviamente anche ai selfie. Su questi argomenti Falcinelli è quasi laconico e forse - mi sia nuovamente perdonata questa critica a un bellissimo libro - la struttura essenziale e priva di ridondanze del settimo capitolo, Il regno digitale, poteva servire bene anche per gli altri sei.

 

Scheda tecnica

Riccardo Falcinelli, Visus. Storie del volto dall'antichità al selfie, Collana Piccola Biblioteca Einaudi Big, Torino, Einaudi, 2024 ISBN 978-88-062-6241-9, 25 €

 

 

abbiamo aggiornato l'informativa sui cookie