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Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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Paul Klee rientra di diritto nel numero dei grandi maestri della prima metà del Novecento, di solito collocato in quella convenzionale dimensione di astrattismo che ha per protagonisti gli olandesi di De Stijl e i tedeschi del Bauhaus. La personalità di Klee è peraltro molto più complessa e - se vogliamo - difficile, rispetto alle generalizzazioni che sempre accompagnano il tentativo di ridurre a due parole lo stile di un pittore. Su di lui s'è scritto moltissimo, e soprattutto a lui si sono ispirati centinaia di pittori nel corso di tutto il secolo e oltre; e se il successo può essere misurato dall'influenza, Klee è forse l'artista di maggior successo dei tempi nostri.
Lo sa e lo spiega Gregorio Botta che da alcuni anni ha scelto di aggiungere al mestiere di pittore quello di scrittore, e si è ovviamente occupato dei maestri che predilige. La sua biografia di Klee è una lettura appassionante, incisiva, ricca di commenti e di notizie ben argomentati, frutto ad esempio della paziente lettura degli sterminati diari lasciati dal pittore, delle lettere e delle biografie già esistenti oltre a quella del figlio Felix. La ricostruzione delle fasi della vita di Klee agganciate alla sua produzione artistica è estremamente precisa e si arricchisce della lettura esperta, ma agile, di Botta scrittore e pittore, in grado di svelarci dettagli non evidenti nella creazione dei quadri.
L'adolescenza in Svizzera, il trasferimento e la nazionalità tedesca, il successo al Bauhaus prima di Weimar poi di Dessau, il ritorno a Berna dopo l'avvento del nazismo, e la morte precoce per una rarissima malattia ad appena 60 anni: in una carriera segnata dall'impressionante quantità di disegni e quadri, intorno ai diecimila totali, scrupolosamente catalogati da Klee stesso.
Il libro segue il maestro anno per anno, passo per passo, ricostruisce episodi poco noti, e cerca di costruire un'immagine il più possibile completa del personaggio. Ma Botta sa bene, ed è il pregio maggiore del suo racconto, che tracciare linee troppo nette per definire qualcuno non può sfuggire alla soggettività del biografo e quindi evita di essere definitivo, lascia spazio alle nostre interpretazioni.
"Via via che cresce" scrive Botta (pag. 21), " Berna comincia a stargli stretta, troppo chiusa e provinciale. La vita che conduce lo lascia insoddisfatto: deve alimentare il suo fuoco interiore e non sa come". Il primo grande centro della sua vita sarà Monaco, dal 1906, dove si trasferisce con la moglie Lily subito dopo le nozze; Klee ha 27 anni. Tra pochi anni, la breve avventura del Blaue Reiter, che ha segnato la storia delle avanguardie del Novecento, lo vedrà tra i protagonisti.
Poi dal 1921 sarà a Weimar, e dal 1925 a Dessau, per il Bauhaus, a dividere una casa bifamigliare con Kandinsky. L'attività di docente, fortemente voluta dal direttore Gropius, dapprima intimorisce ma infine esalta le qualità umane di Klee, che insegna e impara allo stesso tempo, lui che sempre ha cercato nelle forme elementari lo spunto per la creazione. Dai suoi anni al Bauhaus deriva anche la stesura del monumentale Teoria della forma e della figurazione. Gli scritti di Klee sono in realtà moltissimi, a partire dalle lettere, dai diari e - meno note - dalle poesie. E non va dimenticato che, proprio come Kandinsky, Klee era un uomo di vasta cultura e in particolare un ottimo musicista.
Botta raccoglie testimonianze e ricordi e suggerisce una figura carismatica, di grandi qualità umane, ma allo stesso tempo sin "troppo" ordinata e materiale, con quelle caratteristiche che di solito si attagliano a una persona noiosa. Klee stesso si definiva freddo, perchè totalmente immerso nella natura e quindi distaccato dal mondo delle emozioni.
Seguendo Botta, Paul Klee quindi è genio artistico, sprofondato nella creazione e nella visione, e regolatezza, ovvero guidato da imperativi come metodo e sistema. In grado di lavorare su vari livelli tecnici e di impegno, Klee non ha punti deboli, usa il disegno, gli acquarelli, l'olio, su carte diverse, su tele, su cartoni, su materiali recuperati.
Botta racconta anche nel dettaglio vari momenti della vita di Klee - ed è in grado di sorprenderci -, ad esempio gli anni della Grande Guerra, con il soldato Klee fortunosamente impiegato in uffici o magazzini dove poteva comunque dipingere! Un destino ben diverso da quello del suo grande amico e collega Franz Marc, ucciso sul fronte.
I rapporti umani sono di particolare interesse nella narrazione di questo prezioso libro. Da giovane un po' scapestrato a viaggiatore curioso e partecipe in Italia e in Tunisia, Klee era cresciuto e maturato negli anni; superati i trent'anni è stimato e apprezzato da colleghi e allievi, ma allo stesso tempo la lettura dei suoi diari e i commenti riportati da altri ne rivelano il carattere adulto ormai fortemente introspettivo.
Parafrasando la sua affermazione più nota, Klee vedeva l'invisibile e voleva farlo vedere: la carriera pittorica di Klee può forse rinchiudersi in questa frase. E il bel libro di Gregorio Botta è un ottimo strumento per capire un grande artista del primo Novecento.
Scheda tecnica
Gregorio Botta, Paul Klee. Genio e regolatezza, Laterza, 2024, EAN: 9788858154328, 14 €