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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

Fogli e Parole d'Arte

non ha scopo di lucro, non propone alcuna pubblicità e ha come unico interesse la diffusione della cultura.
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Fogli freschi di stampa

La mia Berlino, di Andrea Bonavoglia

 

In questo volume ho raccolto gran parte degli articoli che ho scritto, a partire dal 2005, sull’architettura e sui luoghi di Berlino. Sono tuttora rintracciabili sulla mia rivista Fogli e Parole d’Arte  www.foglidarte.it  e sul mio sito personale www.andreabonavoglia.it
Ne è uscito un libro su Berlino incompleto, parziale e personalissimo, più da leggere come introduzione alla città che come guida. Ho curato personalmente ogni suo aspetto, dall'impaginazione alle fotografie, e infine il self-publishing tramite Youcanprint.  

 

 

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Dalla prima pagina del libro

Nel luglio del 1984, quando arrivai a Berlino per la prima volta, la cit­tà era ancora divisa in due dal muro e dalla storia. Il viaggio in treno era lento e lungo, dopo l'Austria e il cambio a Monaco si attraversava la Baviera federale per poi entrare nell'Est, nella famigerata Germania comunista, la DeDeEr nella dizione tedesca. Si passava senza fermarsi dentro stazioni sorvegliate dalla polizia, e dai finestrini il treno mo­strava un paesaggio verde e quasi bucolico, reso malinconico dall'as­senza di movimento, di persone, di automobili, e dalla presenza oppo­sta di un persistente grigiore nelle case, nelle strade, nell'atmosfera stessa. 

Si scendeva dal treno allo Zoo, la Zoologischer-Garten-Bahn­hof, e tut­to nella città appariva sin da principio sorprendente e in qualche modo strano. Per chi conosceva la Germania bril­lante e ordinata di Monaco, di Francoforte, di Colonia, l'aspet­to di Berlino Ovest era singolare, una metropoli a volte sporca, trasandata, popolata da un notevole nu­mero di homeless, di tossici, di punk, che si accompagnavano nei mezzi pubblici a giovani studenti e a distinti signori e signore in com­pleto. C'e­rano pochissimi turisti, anche perché le principali attrazioni culturali, come gli splendidi musei archeologici, erano finiti nel setto­re  Est. C'era una vita sotterranea intensa, grandi teatri, numerosissimi cinema, e locali dove ascoltare e fare musica. La presenza di David Bowie e Iggy Pop negli anni Settanta era già diventata mitica. Ma Berlino Ovest era una città solitaria, immersa in se stessa, lontana dal resto del mondo, lontana persino dalla stessa Germania   [...]

 

[Per chi fosse interessato al volume in formato digitale, posso inviarlo tramite email gratuitamente in PDF:
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Il formato cartaceo è in vendita su tutte le librerie di Internet]

 

 

 

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