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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Roma)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone (Vt).

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Leonardo da Vinci e la “Madonna del gatto”: quando il fine giustifica i mezzi.

 fig. 1

Il fine giustifica i mezzi”! Questo noto aforisma, per sua natura un po’ ambiguo, sembra calzare a pennello con certi atteggiamenti, talvolta spregiudicati, messi in atto dall’uomo allo scopo di raggiungere ad ogni costo gli obiettivi prefissati. La storia passata e l’esperienza di vita quotidiana forniscono un’ampia varietà di esempi ai quali poter attingere,ma non staremo qui a disquisire sugli aspetti etico-filosofici di un detto che il senso comune accosta, in modo superficiale e forse improprio, al pensiero politico di Niccolò Machiavelli per un passo presente nel 18o capitolo del Principe che cita: «...nelle azioni [...] massime de’ principi [...] si guarda al fine.».

Sorvolando sulle antiche origini di questo concetto che secondo alcuni potrebbe risalire addirittura alle Heroides di Ovidio per la citazione «exitus acta probat», la peculiarità dell’affermazione sta proprio nella sua capacità di adattarsi a molteplici situazioni, ciascuna delle quali riconducibile ad un diverso grado di giudizio, anche morale se vogliamo, sia positivo che negativo a seconda dei punti di vista. Si va dagli ambiziosi progetti dei cosiddetti “poteri forti” (sui quali si potrebbe aprire un discorso a parte), che all’occorrenza non esitano ad adottare “mezzi” dalla dubbia trasparenza pur di raggiungere il “fine” prefissato, al gesto del semplice artigiano o artista che dir si voglia il quale, nel pieno rispetto dell’etica umana e professionale, cerca solo di escogitare astuti espedienti pratici allo scopo di soddisfare le proprie esigenze lavorative in vista del risultato finale. Fatta questa breve premessa, non è difficile individuare un esempio esplicativo calzante, meritevole di essere citato se non altro per l’importanza del personaggio a cui si riferisce.

In concomitanza con l’Expo 2015, verrà allestita al Palazzo Reale di Milano una mostra d’arte di grande interesse dedicata all’opera di Leonardo da Vinci. L’eccezionale evento si intitolerà “Leonardo 1452-1519” ed ospiterà dipinti, codici originali, un centinaio di disegni autografi del geniale artista toscano provenienti da musei, biblioteche e collezioni private di tutto il mondo. I visitatori potranno apprezzare, in via del tutto eccezionale, importanti capolavori come il San Gerolamo della Pinacoteca Vaticana, la Bella Ferronière, il San Giovanni Battista,l’Annunciazione (opera omonima del celebre dipinto custodito agli Uffizi di Firenze ma attribuita a Lorenzo di Credi) prestati quest’ultimi tre dal museo del Louvre.

Tra le numerose opere esposte, figurerà un disegno di piccole dimensioni (il foglio misura solo 125x110 mm.): rappresenta uno studio dal vero per una “Madonna del gatto” (inv. 421 E), realizzato da Leonardo tra il 1480 e il 1483, proveniente dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. E’ proprio su questo minuscolo foglio ed i suoi disegni che appunteremo la nostra attenzione. [Fig. 1]

Merita parlarne perché Leonardo, nell’eseguire la figura al verso, è ricorso ad una tecnica assai particolare, descritta solo in alcuni testi specialistici e dunque, poco nota al grande pubblico. Questo piccolo contributo intende infatti offrire ai potenziali visitatori della suddetta mostra, la possibilità di osservare il foglio in questione con occhio diverso, diciamo… diversamente consapevole.

Il disegno al recto (realizzato a penna su carta preparata grigio-bruno chiaro, macchiata ai margini) è così commentato dall’esperto leonardista Pietro C. Marani:

«...Osservando quello che sembra costituire il primo studio per il gruppo noto come la “Madonna del gatto”, e cioè il disegno degli Uffizi 421 E recto, Leonardo aveva preso le mosse dalla raffigurazione della Madonna di leggero tre quarti e con il viso rivolto in basso, verso il Bambino, tipica della pittura fiorentina degli anni settanta (soprattutto del Verrocchio, come la Madonna di Berlino, di Sandro Botticelli, come quella nel Museo dello Spedale degli Innocenti a Firenze, o di Filippo Lippi, come quella agli Uffizi), alla quale aveva semplicemente anteposto un Bambino, di grandi proporzioni, che, tentando di trattenere un gatto, si divincola pericolosamente al punto da sbilanciare tutto il gruppo verso destra. La Vergine inizialmente non sembra ben collegarsi a questo movimento e rimane statica osservatrice di quanto le sta letteralmente precipitando fuori del grembo, dato che il suo timido gesto di trattenere il Bambino, non sembra produrre nessun contrasto o reazione di forze, e nemmeno un’espressione conseguente. Il verso del disegno di Firenze si concentra infatti sul solo Bambino, ancora più infelice risultando il timido accenno al braccio della Vergine sotto (anziché sopra, come mostrato dal disegno al recto) la gamba destra del Bambino.».1

Pedretti, altro autorevole esperto, così descrive il gruppo:

«La madre, in piedi, trattiene il bambino passandogli il braccio sinistro attorno al corpo e afferrandolo con la mano destra alla caviglia; il bambino, seduto su un piano circolare, abbraccia il gatto (che tende a sfuggirgli verso l’esterno), ma volge lo sguardo alla madre, oscillando in equilibrio precario.».2

 

Ma la vera sorpresa viene dal disegno di Bambino (eseguito a penna su carta preparata bruno-giallo chiaro) realizzato al verso del foglio, per il quale possiamo affidarci ancora una volta all’attenta analisi di Pedretti:

«La posa è analoga a quella della figura nel recto, e probabilmente fu ricavata da quella, in trasparenza. Varianti nell’orientamento della testa, che qui è di profilo e per la quale sono stati provati due tracciati; due variazioni di posizione anche per il piede destro. Della figura della madre compare solo un braccio, che passa sotto alle gambe del bambino, anziché sopra come nel recto.».3 [Fig. 2]

fig. 2

L’autorevole commento mette dunque in risalto la stretta analogia esistente tra la posa del Bambino disegnato al verso e quella del Bambino presente al recto, precisando che la prima è stata ricavata in trasparenza dall’altra. Questo stabilisce di fatto un rapporto di perfetta specularità tra le figure dei due Bambini. Ma fino a che punto e con quale precisione la mano dell’artista ha rispettato i lineamenti del disegno da replicare? Non disponendo delle sofisticate apparecchiature messe a disposizione degli esperti, per appagare questa legittima curiosità non resta che ricorrere a un espediente estemporaneo, una sorta di “fai da te” che però, nella sua semplicità, sembra aver dato buoni risultati, come si può evincere dal risultato finale della prova.4 [Figg. 3, 4]

fig. 3fig. 4

La verifica in questione stimola alcune domande: perché un genio artistico del calibro di Leonardo, nel disegnare gli studi per la “Madonna del gatto”, ha scelto di economizzare escogitando un metodo all’apparenza spiccio e forse un po’ banale, benché funzionale allo scopo? Siamo forse in presenza di un Leonardo “impacientissimo” alla penna oltre che al “pennello”, dato che ha scelto di apportare varianti su un disegno ricalcato, risparmiando così sul tempo necessario ad elaborare una figura ex novo? E’ ricorso altre volte a simili espedienti durante la sua lunga carriera artistica? Quale tecnica avrà adottato per rilevare la figura del Bambino in trasparenza? Avrà posto il foglio in controluce poggiandolo al vetro di una finestra? Difficile rispondere, di sicuro Leonardo conosceva le proprietà proiettive della luce e forse, disponeva per i propri studi di un sistema composto da vetro con fonte luminosa posteriore. La presente esperienza non può certo aiutarci a sciogliere tutte queste curiosità, ma permette di constatare con certezza che i disegni di Bambino realizzati al recto e al verso della Madonna del gatto in questione, sono tra loro realmente speculari: le linee che descrivono i fianchi, i piedi, la gamba destra sollevata, il braccio sinistro con la mano aperta colta nell’atto di afferrare un impercettibile gatto, in gran parte corrispondono. Per la testa del Bambino al verso, questa è caratterizzata da tre diversi tracciati (due varianti rispetto al disegno originario, nel quale la testa del Bambino è orientata verso il volto della Madre), dando all’osservatore la sensazione di assistere a un movimento di rotazione in atto. Ma le sorprese attorno agli studi di Leonardo per la Madonna del gatto non sono ancora finite.

Il British Museum di Londra ospita un ulteriore studio di Leonardo inerente allo stesso tema. E’ un disegno titolato Madonna con Bambino e un gatto (inv. 1856-6-21-1),realizzato nel periodo 1478-1481 (penna inchiostro e stilo, 130x94 mm.). [Figg. 5, 6]


fig. 5      fig. 6

Marani così descrive i gruppi raffigurati al recto e al verso del foglio:

“….Ma il tema del gatto che si divincola dal Bambino, a sua volta trattenuto dalla madre, acquista coerenza e sviluppo nei due disegni presenti al recto e al verso del foglio ora al British Museum di Londra. Al recto ritroviamo sì la modella servita per il volto della Vergine tanto nel disegno degli Uffizi che nel disegno del Louvre, ma la composizione è tutta raccolta entro una sorta di nicchia (la forma centinata della tavola) e le tre figure hanno peso equivalente, e tutte si sorreggono vicendevolmente, con una direzione del movimento, e degli sguardi, che procede obliqua dal volto della Vergine a quello del Bambino e, finalmente, a quello del gatto. E se il segno tratteneva ancora un che di calligrafico e di “grazioso”, nonostante le forti ripassature e le profonde cavità d’ombra create per sorreggere alla base la composizione, ecco che nel disegno al verso, le acquarellature, che ripassano una traccia di carboncino, imprimono un’evidenza plastica e fortemente tridimensionale a tutto il gruppo (che è bicefalo, date le due varianti per la posizione della testa della Vergine), di tale forza scultorea da anticipare gli studi di Michelangelo per San Giovanni dei Fiorentini….”.5

Questa lettura dell’opera, se pur accurata, non fa alcun riferimento ad un’eventuale specularità esistente tra i gruppi posti al recto e al verso, o a particolari tecniche messe in atto da Leonardo nell’eseguire il proprio lavoro. Basta comunque un semplice “colpo d’occhio” per accorgersi di tali realtà. E’ dunque possibile ripetere il metodo di verifica già applicato in precedenza per la Madonna del gatto degli Uffizi. [Figg. 7, 8]

fig. 7  fig. 8

      La sovrapposizione tra il disegno ricavato in trasparenza dal recto, sovrapposto a quello presente al verso, non lascia spazio ad incertezze. La specularità ipotizzata sussiste veramente e si percepisce osservando la testa della Vergine (quella in posizione centrale), la testa, le braccia, le mani del Bambino, persino la zampa del gatto poggiata sulla sua spalla. Non c’è alcun dubbio, Leonardo anche in questo caso è riuscito a far coincidere i lineamenti dei personaggi descritti al frontecon quelli al retro. Un altro disegno ricavato in trasparenza? Probabilmente sì. Dobbiamo però considerare altre possibili eventualità. Sappiamo infatti di una particolare circostanza, nella quale Leonardo ha escogitato un diverso espediente al fine di rovesciare le figure. Si tratta del disegno a penna e inchiostro titolato Studi per la Madonna col Bambino, sant’Anna e san Giovannino e di congegni meccanici (circa 1505-1508), Londra, British Museum (inv.1875,0612.17).6 La particolarità di questo disegno (in stretto rapporto con le nostre necessità) sta nel fatto che al verso figura una traccia a ricalco della composizione originaria presente al recto. [Figg. 9, 10]

fig. 9

fig. 10

     E’ lo stesso Chapman, uno dei massimi esperti internazionali di disegno del Rinascimento, a darci precisi ragguagli: “…I contorni dello studio principale del rectosi sovrappongono in parte al busto maschile; sono stati tracciati incidendoli tramite un foglio di carta strofinato con la pietra nera, posizionato a contatto col verso così da trasferirvi l’immagine. La maggior parte degli studiosi ha ritenuto che quest’operazione sia stata eseguita da Leonardo stesso al fine di rendere più chiara l’idea finale della composizione, ma ciò sembra improbabile in ragione della rigidità del disegno. Le inesattezze suggeriscono piuttosto l’intervento di qualcuno che non era in grado di comprendere le intenzioni dell’artista…” concludendo: “…In altre occasioni Leonardo ha ricalcato le figure per rovesciarle, ma non pare concepibile che possa aver creato una versione quasi caricaturale della originaria composizione.”.7

 Che dire? Leonardo è un artista che non finisce mai di sorprendere. Lasciando ai critici e agli storici dell’arte il difficile compito di sciogliere le problematiche più complesse legate alla sua arte, noi comuni cultori ci accontenteremo (si fa per dire) di ammirare nel prossimo anno 2015 i capolavori di questo geniale artista esposti alla mostra di Palazzo Reale, senza scordarci di posare lo sguardo su un piccolo disegno che raffigura una giovane donna con bambino, tutto intento a trattenere un “impercettibile” gatto.

 

 

 

Didascalie delle immagini

Fig. 1 – Studio dal vero per una Madonna del gatto, Firenze, Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, 1480-1483, (inv. 421 E), “recto”.

Fig. 2 – Madonna del gatto, Uffizi, disegno di Bambino al “verso”.

Fig. 3 – Madonna del gatto, Uffizi. Disegno su foglio plastificato trasparente rilevato dal gruppo al “recto” e ruotato di 180° sul proprio asse longitudinale per successivo posizionamento sul disegno di Bambino al “verso”.

Fig. 4 – Madonna del gatto, Uffizi. Risultato finale della sovrapposizione tra il disegno di Bambino raffigurato al “recto” e quello al “verso”.

Fig. 5 – Studio per una Madonna del gatto, Londra, British Museum, 1478, (inv. 1856-6-21-1), “recto”

Fig. 6 –Madonna del gatto, British Museum, “verso”.

Fig. 7 – Madonna del gatto, British Museum. Disegno su foglio plastificato trasparente rilevato dal gruppo al “recto” e ruotato di 180° sul proprio asse longitudinale per successivo posizionamento sul gruppo al “verso”.

Fig. 8 – Madonna del gatto, British Museum. Risultato finale della sovrapposizione tra il gruppo raffigurato al “recto” e quello al “verso”.

Fig. 9 – Studi per la Madonna col Bambino, sant’Anna e san Giovannino e di congegni meccanici (circa 1505-1508), Londra, British Museum (inv. 1875,0612.17), “recto”, (particolare).

Fig. 10 – Studi per la Madonna col Bambino, sant’Anna e san Giovannino e di congegni meccanici (circa 1505-1508), Londra, British Museum (inv. 1875,0612.17), “verso”, (particolare).

 

Note al testo

1 P. C. Marani, Leonardo, una carriera di pittore, Federico Motta Editore, 2003, p. 87.

2 I disegni di Leonardo da Vinci e della sua cerchia nel Gabinetto dei Disegni e Stampe della Galleria degli Uffizi a Firenze/ordinati e presentati da Carlo Pedretti, Catalogo di Gigetta Dalli Regoli, Giunti Barbera, 1985, p.59.

3 I disegni di Leonardo da Vinci e della sua cerchia nel Gabinetto dei Disegni e Stampe della Galleria degli Uffizi a Firenze/ordinati e presentati da Carlo Pedretti, Op. cit, p.59.

4 Indichiamo qui le varie fasi del metodo adottato: 1) Posizionare un foglio plastificato trasparente sul recto del foglio (quello con il disegno della Madonna con il Bambino) facendo combaciare i rispettivi contorni perimetrali. 2) Riprodurre sul foglio trasparente i tratti essenziali dei personaggi raffigurati nel disegno sottostante. 3) Ruotare il foglio trasparente di 180° sul proprio asse longitudinale e posizionarlo questa volta sul lato verso del foglio sottostante, facendo combaciare i rispettivi bordi perimetrali. 4) Osservare il risultato finale della sovrapposizione dei due disegni.

5 P. C. Marani, Leonardo, una carriera di pittore, Op. cit., pp. 87, 90.

6 Penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, lumeggiature a carbonato basico di piombo (studio principale), pietra nera naturale (nella maggior parte degli studi), compasso e stilo per la scala graduata, 265x199 mm..

7 H. Chapman e M. Faietti, Figure/memorie/spazio, Disegni da Frà Angelico a Leonardo, Giunti Editore, Firenze, 2011, p. 217.