Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
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Rudolf Belling a Berlino, un maestro da riscoprire

 

Fig. 1 Fig. 2

E’ indubbio che l’opera dello scultore tedesco Rudolf Belling sia stata sottovalutata tanto nel secondo dopoguerra quanto dopo la sua morte, avvenuta nel 1972 all’età di 86 anni. Proprio in quegli ultimi anni, Belling era stato protagonista di una polemica relativa alla collocazione di una sua grande scultura in bronzo a Monaco in occasione delle Olimpiadi; di questo notevole Schuttblume (Fiore delle macerie) è esposto un modello (Fig. 1) al termine della bella esposizione a lui dedicata dalla Hamburger Bahnhof, il Museo di Arte contemporanea di Berlino.
La mostra è importante perché consente, anche tramite un allestimento elegante e completo, di seguire da vicino le varie strade intraprese dalla scultura del Novecento, qui incarnata nella figura molteplice di Belling. In effetti, in queste opere che spaziano dall’inizio del XX secolo sino agli anni ‘70, sono presenti tutti i temi oggetto di ricerca e sperimentazione, insieme alla pratica scultorea di materiali diversi. Si pensi al Cubismo, al Futurismo e al Costruttivismo, intesi come stili di sintesi e geometrismo, e ne troviamo tracce importanti in varie opere del maestro tedesco; si pensi all’espressionismo nelle sue varie opzioni aggressive o astratte, e sicuramente possiamo rintracciarle anche qui; si pensi infine a un rigurgito realista, quello che tanto piaceva ai regimi totalitari, e persino su questo Belling è intervenuto con proposte e modelli di un certo interesse.

Nella mostra, un filmato di vari minuti ci propone l’artista al lavoro (Fig. 2); vestito di tutto punto (forse perché veniva ripreso), la figura leggermente da dandy, una sigaretta incollata alle labbra, Belling maneggia con le dita l’argilla morbida che gli consente la creazione di un oggetto plastico destinato a servire da bozzetto o da futuro stampo per una fusione.

Alcune note biografiche aggiungono materiale sul personaggio, un uomo determinato, sicuramente abile nel gestire le committenze, di posizioni politiche probabilmente liberali eppure da subito, nel 1933, esule dalla Germania nazista; paradossalmente, egli fu da un lato inserito tra i degenerati, dall’altro accettato per qualche opera di sapore retorico e realista, come accennavo prima. Per trent’anni Belling visse esule in Turchia, dove ottenne incarichi di insegnamento e di lavoro, quella stessa Turchia figlia di Atatürk e affamata di occidente dove aveva trovato il suo ultimo esilio anche il grande architetto Bruno Taut. Rientrato in patria a 80 anni, visse gli ultimi anni a Krailling, vicino a Monaco, dove oggi la figlia ha creato un archivio della sua opera.

Fig. 3 Fig. 4

Fig. 5

Le sculture di Belling, pur nella loro diversità formale, possiedono un tratto comune che ci fa capire sin dall’inizio la qualità della ricerca dell’artista: sono totalmente tridimensionali, non riducono i piani o i punti di vista, seguono uno sviluppo spaziale che non è mai costretto contro o dentro superfici. Spesso metalliche, lucide (Figg. 3, 4, 6 e 7), offrono spunti memorabili soprattutto in quell’aspetto futurista, o costruttivista, che maggiormente ha dato fama a Belling. Il volto femminile in ottone lucidato, scintillante e fantascientifico nella sua stilizzazione (Fig. 6), rimanda sia alle visioni drammatiche del film Metropolis sia all’eleganza delle donne di Tamara De Lempicka. I danzatori, gli amanti o i lottatori avvinghiati in un unico corpo spaziale ci ricordano la retorica popolare da un lato e la tensione espressionista dall’altro. Eppure, e qui sta la vera singolarità del personaggio, non avvertiamo contraddizioni nella visione delle opere, semmai la sensazione di una ricerca spaziale davvero a tutto campo, senza remore o ipocrisie di sorta.

Fig. 6 Fig. 7

La mostra propone anche un Belling architetto, per quel poco che l’artista propose di arredo urbano e residenziale, confermandone in particolare l’impronta costruttivista, e ha consentito soprattutto la pubblicazione di un catalogo completo, a quanto mi risulta il primo vero libro dedicato a un personaggio da rivalutare in toto.

 

Didascalie delle immagini

1 Rudolf Belling, modello per la scultura Schuttblume (Fiore delle macerie), Monaco,1972.

2 Rudolf Belling al lavoro, verso il 1925, dal filmato presente in mostra.

3 Rudolf Belling, Organische Formen (Forme organiche), 1921, bronzo argentato, altezza 54 cm, Nationalgalerie, Staatliche Museen zu Berlin,

4 Rudolf Belling, Fabeltier - Horchtier (Animale fantastico), 1923, bronzo, 9,5 x 11 x 9 cm, Nationalgalerie, Staatliche Museen zu Berlin,

5 Rudolf Belling, Reklamefigur für den Reifenhersteller Pneumatik Harburg-Wien an der AVUS-Rennbahn (Personaggio pubblicitario per un produttore di pneumatici), Akademie der Künste, Berlin,

Rudolf Belling, Kopf in Messing (Testa in ottone), 1925, ottone, 33,3 x 22,5 x 19 cm, Nationalgalerie, Staatliche Museen zu Berlin.

7 Rudolf Belling, Skulptur 23 (Scultura 23), 1923/1966, ottone lucidato,, 41,5 x 21,5 cm, Nationalgalerie, Staatliche Museen zu Berlin.

 

Scheda tecnica
Rudolf Belling. Skulpturen und Architekturen, Hamburger Bahnohf, Invalidenstraße 50-51, Berlino. Ingresso 8,00 EUR, ridotto 4,00, 14 euro per la visita di tutta la collezione del museo.
Chiuso il lunedì; martedì e mercoledì 10:00 – 18:00, giovedì 10:00 – 20:00, venerdì 10:00 – 18:00, sabato e domenica 11:00 – 18:00.

 

 

 

 

 

 

 

 

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