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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Roma)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone (Vt).

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Arcimboldo a Milano

Fig. 1

Un allestimento particolare, efficace ed estremamente elegante. Questa la prima considerazione che mi torna alla mente dopo la visita della mostra dedicata all’Arcimboldo, aperta pochi giorni fa a Palazzo Reale. La curiosità, appena terminato il giro, di sapere chi fossero gli autori del progetto espositivo: chi abbia ideato le teche a specchio (che consentono di vedere piacevolmente entrambe le facce delle medaglie), chi si sia occupato dell’illuminazione (così calda ed efficace), chi del sottofondo musicale (diverso per ogni sala) e degli originali pannelli divisori (nella sezione dedicata ad Arcimboldo organizzatore di feste di corte). Certo, si tratta di deformazione professionale e non di considerazioni generaliste – utilizzando un termine che sembra piacere molto, nell’accezione positiva di chi desidera sottolineare la propria distanza dai radical chic – , ma sono pur sempre riflessioni importanti per mettere in evidenza le qualità di questa mostra, che vanno al di là della ricchezza dei materiali e dell’offerta di un punto di vista privilegiato sulla Milano del Cinquecento.

E non si tratta nemmeno della solita antologia di teste bizzarre e di nature morte che dovrebbero mettere in evidenza la “modernità” di Arcimboldo. È una mostra completa e didattica, che tratta d’arte nella concezione più estesa del termine: sono esposti libri, disegni, oreficerie, cristalli di rocca, cammei, tessuti, armi, codici miniati, sculture, vetrate, incisioni e bizzarrie naturalistiche, insieme ai più classici dipinti dell’autoFig. 2re e dei pittori a lui collegati per ragioni logistico-temporali, di stile, di scelte tematiche o di contatto diretto. Materiali di prima categoria, provenienti da eminenti collezioni italiane ed internazionali, come la National Gallery di Washington ed il Kunsthistorisches Museum di Vienna, che hanno collaborato direttamente alla realizzazione della mostra.

Le prime due sezioni sono dedicate all’analisi dei poli attorno a cui ruotava la cultura artistica del Cinquecento milanese: Leonardo e le grandi officine artistiche. Vengono esposti in queste sale disegni grotteschi di Leonardo e seguaci (quali Girolamo De Predis, Giovanni Paolo Lomazzo, Bernardino Luini, Giovanni Figino), assieme ad ogni genere di esempio d’artigianato locale, come le armature della bottega dei Negroli e le sete del più famoso ricamatore della città, Scipione Delfinone, le medaglie di Annibale Fontana, Jacopo da Trezzo e Leone Leoni e i meravigliosi cammei di Alessandro Masnago. La terza sezione ospita opere dei maestri di Arcimboldo e delle sue prime esperienze giovanili, come le vetrate realizzate assieme al padre Biagio per il Duomo di Milano, tra il 1549 ed il 1551. La quarta è dedicata all’illustrazione naturalistica in Lombardia e in Italia, con la presentazione del famoso umanista delle scienze naturali Ulisse Aldrovandi, grande collezionista di specie rare animali e vegetali, nonché autore di edizioni illustrate per le quali l’Arcimboldo realizzò molti disegni.

La quinta sezione, da intendere come centrale, è quella delle spettacolari teste della Stagioni e degli Elementi, dipinte dall’autore in più varianti a partire dal 1563. Molte di queste opere sono presentate in più di un esemplare (provenienti da grandi musei come il Louvre, il Kunsthistorisches Museum, le Bayerische Staatgemäldesammlungen di Monaco e la Real Accademia di San Fernando a Madrid), il che consente al visitatore una chiara presentazione dei metodi di composizione dell’Arcimboldo e delle varianti scelte di volta in volta per i dipinti realizzati a Milano e per quelli destinati all’imperatore Massimiliano II. Una intricata simbologia si cela al di sotto di queste scelte iconografiche apparentemente semplici. La sesta sezione è dedicata alle “pitture ridicole”, con un parallelo tra i disegni e le pitture degli Accademici della Val di Blenio (di cui ricordiamo Giovanni Paolo Lomazzo, importante teorico e autore deFig. 3l trattato “Rabish”, e Giovanni Ambrogio Brambilla, di cui sono esposte mumerose incisioni di teste grottesche e bizzarre) e i due dipinti di Arcimboldo provenienti da Stoccolma: Il giurista e Il bibliotecario.

La settima sezione riguarda l’attività di Arcimboldo come animatore di feste di corte, con la presentazione di cinquanta disegni provenienti dagli Uffizi di costumi, barde, slitte e pennacchi, assieme ad un’armatura realizzata per Ferdinando II arciduca del Tirolo. L’ottava sezione è dedicata al ritorno di Arcimboldo a Milano nel 1587 e riunisce principalmente scritti di poeti e letterati amici dell’artista, riguardanti le pitture realizzate a Milano ed inviate a Rodolfo II, fra cui il celeberrimo Vertunno. In chiusura, la nona sezione con le famose “teste rovesciate”, esempi di natura morta e di seguaci diretti dell’opera di Arcimboldo. La visita si chiude, per chi volesse, con la visione di un video-documentario realizzato dalla National Gallery di Washington.

Dall’analisi delle scelte espositive, è più semplice dedurre quali siano gli obiettivi della mostra: la curatrice Sylvia Ferino (Direttrice della Pinacoteca del Kunsthistorisches di Vienna) ha voluto restituire al suo contesto d’origine l’opera di Arcimboldo, proprio per capire le ragioni della sua chiamata presso la corte degli Asburgo e per approfondire il ruolo dell’artista nello sviluppo dei generi della pittura ridicola e della natura morta. Tanto quanto è sottolineata la dipendenza di Arcimboldo nei confronti di Leonardo, e della più avanzata arte lombarda in generale, è anche sostenuto un possibile riferimento all’Arcimboldo da parte di Caravaggio, particolarmente nella realizzazione della Canestra di frutta dell’Ambrosiana. Il tutto nel nobile tentativo di creare un chiaro percorso stilistico ed iconografico, che colleghi fatti salienti dell’arte e dell’artigianato lombardo dell’epoca, senza fronzoli e o salti pindarici, ma con esempi pratici di espressione di un certo tipo di cultura milanese meno nota, in quanto distante da quella ufficiale borromaica, ma comunque radicata tra intellettuali e artisti.

Oserei dire che l’obiettivo sia stato centrato, con una esposizione piacevole e non pesante, nonostante la complessità dei riferimenti storici e letterari. Una mostra per tutti, dagli specialisti del settore, al famigerato “pubblico generico”, dagli amanti dell’artigianato ai bambini, che ho personalmente visto attraversare le sale con quell’espressione concentrata - che ci fa sorridere - mentre ascoltavano alle cuffie la spiegazione creata appositamente per loro.

Fig. 4 Fig. 5

Didascalia delle immagini
Fig. 1, Giuseppe Arcimboldo, Priapo (Ortolano), 1589-93 circa, olio su tavola, Cremona, Museo Civico Ala Ponzone. (accostamento del dritto e del rovescio)
Fig. 2, Leonardo Da Vinci, Testa di vecchio e schizzo di una macchina volante, 1487-1490, disegno a penna, inchiostro bruno su carta noce chiaro, Venezia, Gallerie dell’Accademia
Fig. 3, Fotografia dell’allestimento: parete con tre esemplari della Primavera.
Fig. 4, Giuseppe Arcimboldo, Progetto per costume "Il Drago", penna, inchiostro blu e acquerello su carta, Firenze, Uffizi.
Fig. 5, Giuseppe Arcimboldo, Il bibliotecario,
olio su tela, ca 1570, Skoklosters Slott, Stoccolma

Scheda tecnica
Arcimboldo. Artista milanese tra Leonardo e Caravaggio. Palazzo Reale, piazza Duomo, 12, Milano. Dal 10 febbraio al 22 maggio 2011.
Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30; Lunedì dalle 14.30 alle 19.30; Giovedì e Sabato dalle 9.30 alle 22.30. Biglietti: intero 9 euro, ridotto 7,50, ridotto famiglia 19,50. Tel. 02/9280.0375