Fogli e Parole d'Arte

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il 23 ottobre 2007.

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Il maestro di Delft, di Anthony Bailey

Scritto grazie a un metodico e lungo lavoro di ricerca, “Il Maestro di Delft” di Anthony Bailey, pubblicato da alcuni anni, è un libro sicuramente originale. Biografico, storico, specialistico, storico-artistico: difficile dire in realtà di che genere sia; il suo autore è uno studioso inglese che si è cimentato in vari ambiti, ma in particolare nelle ricostruzioni storiche e in tutto ciò che riguarda l'Olanda. Prima di occuparsi di Vermeer, Bailey aveva scritto un libro su Rembrandt; in seguito, il suo interesse si è rivolto a un altro grande barocco, Velazquez.

Per chi ama Vermeer, oggi uno dei pittori più quotati e noti al mondo anche per via di vari libri e film basati sulla sua attività, le notizie biografiche hanno in fondo sempre avuto un'importanza relativa. Si sa che il pittore visse in pratica sempre a Delft, che ebbe un numero rilevante di figli, che morì piuttosto giovane e che la sua opera comprende solo alcune decine di quadri. Non ci sono certamente fatti eclatanti in una vita del genere, e le notizie documentate sono poche.

Data questa base, scrivere una biografia ragionata di Vermeer sembra impresa da un lato semplice, vista la scarsità delle notize, dall'altro ardua, vista la banalità delle stesse. Eppure, Anthony Bailey ha saputo scrivere un libro con Vermeer al centro che è in realtà una storia di Delft nel XVII secolo; di riflesso, è anche la storia dei costumi e dello stile di vita in un paese che alla pittura ha sempre assegnato un ruolo particolarissimo.

Ecco allora il titolo originale del libro, Vermeer: A view of Delft, che ricalca il titolo di uno dei capolavori del pittore e ci guida verso la conoscenza di questa città. Proprio ai tempi di Vermeer, Delft fu teatro di una tragica esplosione, un incidente nel quale morì tra gli altri un grande pittore, Carel Fabrizius, allievo di Rembrandt e predecessore di Vermeer. Il libro dedica alla grande tragedia dell'esplosione e a Fabritius varie pagine, ma nel contempo ci fa entrare dentro la corporazione dei pittori, percorrere le strade e i canali, incontrare personaggi nei locali e nelle taverne. Come un cerchio che si stringe, la figura un po' misteriosa e vaga di Vermeer si delinea meglio, non tanto perché le notizie fornite siano nuove o maggiori, ma perché per effetto transitivo mentre conosciamo meglio Delft e i suoi abitanti, possiamo immaginare la vita e le consuetudini anche della famiglia di Vermeer. L'autore propone questa o quella conoscenza di luoghi e persone da parte del pittore basandosi, se vogliamo, sul calcolo delle probabilità: come poteva Vermeer non conoscere, si chiede e ci chiede di frequente Bailey, questa cosa o quella persona, se gli si trovava tanto vicino fisicamente o se risulta dai documenti che erano nello stesso luogo nello stesso periodo? Sono congetture ovviamente, ma basate su dati evidenti. E in pratica, una volta congetturato che un personaggio doveva per forza far parte del mondo del pittore, l'autore apre parentesi per documentarci, in qualche caso secondo motivazioni abbastanza esili.

La cronaca di quegli anni fu ricca di episodi, ci fu la guerra con la Francia, ci fu la nascita del fiorente artigianato ceramico, ci furono tensioni tra protestanti e cattolici (Vermeer apparteneva all'ala cattolica minoritaria). Tutto viene descritto con meticolosità dall'autore, compresi naturalmente i quadri che conosciamo dell'artista. Qui tuttavia l'appassionato d'arte potrebbe trovare qualcosa da dire: Bailey li descrive con lo stesso metodo congetturale con cui analizza la vita del maestro, e finisce per impiegare maggior intelligenza nel capire chi siano le modelle, dove si trovi lo spazio dipinto, quali siano gli oggetti rappresentati, che nel tentare una spiegazione del fascino ancor oggi esercitato da quello stile, da quella tecnica, da quella sospesa atmosfera creata da Vermeer.

E' molto interessante, e lo si vorrebbe più ampio, lo studio finale del destino delle opere che oggi conosciamo, e del loro successo soprattutto in tempi recenti; ancor più intrigante, la storia dell'abile falsario che nel Novecento contribuì a estendere la fama del maestro di Delft.

Il libro è completo di tavole a colori e di immagini in bianco e nero nel testo, con bibliografia e indici.

 

Scheda tecnica
Anthony Bailey,
Il maestro di Delft. Storia di Johannes Vermeer, genio della pittura, 2006, pp. 380, Biblioteca Univ. Rizzoli, € 9,80, EAN 9788817014281

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