Piero e la Flagellazione
Antonio del Pollaiolo alla corte di Urbino
- Categoria: Piero e la Flagellazione
- Pubblicato 09 Settembre 2022
- di Massimo Giontella
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Figura 1, La Mensa Isiaca
Il 23 giugno 2022 è stata inaugurata un’importante mostra dedicata a Federico di Montefeltro per i seicento anni dalla sua morte; si è stigmatizzato nell’evenienza il rapporto del Duca con Francesco di Giorgio Martini. Con la presente nota si intende porre in discussione le attribuzioni che i curatori della mostra hanno elaborato e documentato nell’annesso catalogo; In questa sede saranno ricostruiti gli eventi che contestano il coinvolgimento di artisti e delle rispettive opere presentate. Le grandi realizzazioni di arti visive e di architettura pianificate da Federico di Montefeltro ad Urbino nella seconda metà del Quattrocento, hanno avuto un riconoscimento di paternità da parte della critica d’arte del Novecento prevalentemente basato su abbagli e sensazioni errate del secolo precedente. Nell’Ottocento la storia dell’arte era impiantata sui giudizi di pochi esperti che, noncuranti della ricerca scientifica, si affidavano al proprio istinto, anche perché le comunicazioni e i conseguenti riscontri oggettivi erano problematici.
Un’analisi approfondita degli indirizzi storico-artistici del Ducato di Urbino porta a conclusioni molto distanti dall’attuale trend culturale, ribadito nel catalogo della mostra di Urbino. Alla fine degli anni ’60 del Quattrocento Federico di Montefeltro, Conte di Urbino, volle dare un grande impulso artistico alla sua Contea, anche in virtù dei copiosi introiti derivanti dalle sue condotte di Capitano di Ventura; probabilmente già allora Federico progettava la realizzazione di un grandioso Ducato. Ho già scritto che nel 1468 il Conte di Urbino dette la patente di Capofabbrica a Luciano Laurana, scrivendo di nominare il dalmata perché non aveva trovato un architetto fiorentino che a quell’epoca fosse all’altezza del grandioso impegno. In effetti l’architetto in pectore era già in contatto con il Conte, ma non era ancora ritenuto sufficientemente esperto dei principi di Leon Battista Alberti da applicarsi in architettura; l’architetto in pectore era Antonio del Pollaiolo, la musa artistica dei due grandi umanisti del tempo Marsilio Ficino e Cristoforo Landino.
Una prova della presenza a Urbino del Pollaiolo già nella fine degli anni ’60 è data dalla Mensa Isiaca, una tavola bronzea locata al Museo Egizio di Torino, su cui in altra sezione della rivista mi sono dilungato. La tavola è stata fino ad ora interpretata come un’opera romana con falsi geroglifici, ma al contrario è da ritenersi un’opera rinascimentale su cui si leggono tutti gli indirizzi promulgati da Ficino e da Leon Battista Alberti sull’ermetismo da seguire in arte. La tavola a prima vista riproduce dei geroglifici egizi che nel Rinascimento erano erroneamente interpretati come simboli e non come fonemi. La scena che viene rappresentata nella tavola bronzea alla lettura superficiale è una celebrazione della Dea Iside ma in realtà vuole esaltare la figura della consorte di Federico di Montefeltro, Battista Sforza, che si cela nei panni della Dea, mentre le scene di contorno evocano la vita di corte a Urbino.
I rapporti tra Antonio del Pollaiolo e Federico di Montefeltro andarono avanti circa tre anni e non appena questi si rese conto che il suo artista prediletto era sufficientemente addottrinato in architettura, congedò Luciano Laurana e nominò il Pollaiolo Capofabbrica a Corte; il cambio di direzione dei lavori è databile al 1471 ca., come si evince da un documento notarile che testimonia l’allontanamento di Laurana in quel tempo. Il progetto per il grandi lavori della Contea, elaborato eminentemente da Ottaviano Ubaldini, fratello di Federico e fac-totum a Urbino, prevedeva la sostituzione di Piero della Francesca e del Laurana con una triade formata da Antonio del Pollaiolo, capofabbrica e autore diretto di dipinti e sculture di massima importanza, che si sarebbe avvalso della collaborazione in loco di Fra Carnevale per opere di pittura e di Ambrogio Barocci per opere di architettura con sculture correlate. La triade lavorò ad Urbino praticamente fino alla dipartita di Federico; dal 1477 si affiancò alla triade l’architetto Francesco di Giorgio Martini. La Storia dell’Architettura non ha finora dato risposta a chi fosse l’architetto di riferimento di Federico di Montefeltro nel periodo 1472/77. Si è veduto che Laurana non era più a Urbino e Francesco di Giorgio non arrivò che nel 1477. Non è ovviamente possibile che il periodo ’72-’77, il quinquennio più importante per le realizzazioni artistiche e architettoniche a Urbino, non avesse un capofabbrica; a titolo di esempio cito la Cappella del Perdono, datata 1472, che sarebbe stata costruita senza capo-architetto.
Figura 2, La Cappella del Perdono
Ho dimostrato più volte che il capofabbrica era proprio Antonio del Pollaiolo; assumendo la tesi della triade Pollaiolo-Barocci-Fra Carnevale, cadono tutta una serie di attribuzioni artistiche e architettoniche formulate negli ultimi due secoli. Non mi soffermo sulla paternità di opere da me ripetutamente contestate negli anni; mi limito ad elencarne le più significative: La Cappella del Perdono e il Tempietto delle Muse, La Pala Montefeltro, Il Dittico dei Duchi di Urbino, La Madonna di Senigallia, la Battista Sforza del Bargello, La Città Ideale, lo Studiolo di Urbino con relativi Uomini Illustri e lo Studiolo di Gubbio, Il Convento di Santa Chiara, la Rocca di Sassocorvaro, il Palazzo Ducale di Gubbio.

Figura 3, La Città ideale
Ma sono anche da rivedere il Doppio Ritratto di Federico e Guidobaldo ed altri dipinti del Palazzo Ducale attualmente attribuiti allo spagnolo Berruguete, che indipendentemente dal suo documentato stile, incongruente con le relative opere, in realtà non è mai stato ad Urbino, come già correttamente sostenuto in passato e qui da me ribadito. Sulla scorta di tali considerazioni presento una diversa attribuzione di un ritratto di Guidobaldo di Montefeltro bambino, esposto in mostra a Urbino. Il ritratto era tradizionalmente attribuito a Piero della Francesca per l’alto livello di qualità mentre ora nel catalogo della mostra viene assegnato a Luca Signorelli.

Figura 4, I ritratti di Dama e di Guidobaldo
Il raffronto con i ritratti di Dama di Antonio del Pollaiolo in combinazione con la presenza decennale di Pollaiolo ad Urbino consente di poter attribuire il dipinto proprio alla mano del pittore fiorentino. Nel 1481 Antonio del Pollaiolo dipinse l’Annunciazione, oggi agli Uffizi, attribuita a Leonardo, verosimilmente su commissione di Giuliano Gondi, plenipotenziario di Federico di Montefeltro a Firenze, con la collaborazione di Leonardo; quale ricompensa dei lavori svolti per dieci anni al suo servizio Federico di Montefeltro si fece ritrarre insieme al pittore che non era più soltanto un Capofabbrica, ma un cortigiano a tutti gli effetti.

Figura 5, L'Annunciazione degli Uffizi

Figura 6, Doppio ritratto di Federico e Antonio
P.S. Non torno su argomenti ripetutamente trattati; ne do soltanto le conclusioni. Non esistono opere fatte da Piero della Francesca per il Ducato di Urbino; esiste un dipinto di Piero della Francesca contro il Ducato di Urbino: La Flagellazione.
Didascalie delle immagini
1 Antonio del Pollaiolo, Mensa Isiaca. Museo Egizio Torino. La prima opera fatta dal Pollaiolo per il Ducato di Urbino
2 Ambrogio Barocci (su progetto di Antonio del Pollaiolo), La Cappella del Perdono, Urbino, Palazzo Ducale.
3 Fra Carnevale (su disegno preparatorio di Antonio del Pollaiolo),Città Ideale, Urbino. Palazzo Ducale.
4 Antonio del Pollaiolo, Ritratto di Guidobaldo Bambino, Museo Thyssen, Madrid
La comparazione con i Ritratti di Dame del Pollaiolo mette in evidenza delle stringenti analogie stilistiche. A sinistra Antonio del Pollaiolo, Ritratto di Dama,Berlino, Gemäldegalerie. Al centro Antonio del Pollaiolo, Ritratto di Guidobaldo di Montefeltro bambino. A destra, Antonio del Pollaiolo, Ritratto di Dama, Museo Poldi Pezzoli. Milano
5 Antonio del Pollaiolo e Leonardo, Annunciazione, Galleria degli Uffizi. Firenze
6 Antonio del Pollaiolo, Ritratto di Federico di Montefeltro e Autoritratto dell’artista, Codice Urbinate Latino 508, Biblioteca Apostolica Vaticano
Scheda tecnica della mostra
Federico da Montefeltro e Francesco di Giorgio: Urbino crocevia delle arti, Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, dal 23/06/2022 al 09/10/2022
Aperto da martedì a domenica, ingresso € 8,00, € 2,00 Ridotto, € 1,00 Prenotazione, gratuito la prima domenica del mese
