abbiamo aggiornato l'informativa sui cookie

Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Roma)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone (Vt).

-Nuova informativa sui cookie-

Statistiche dal 2010

Visite agli articoli
1868267

Abbiamo 217 visitatori online

La prima versione on line di Fogli e Parole d'Arte, definitivamente chiusa all'inizio del  2012, aveva raccolto oltre 600mila contatti tra il 2007 e il 2012.

Cerca nel sito


Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Cani morti, di Jon Fosse

 

Presentato in anteprima nazionale alla sedicesima edizione di Kilowatt Festival, Cani morti è un inedito di Jon Fosse di notevole spessore drammaturgico. Ne cura la regia il giovane Carmelo Alù, vincitore del progetto Davanti al pubblico 2018.

La scena scabra è occupata da un semplice tavolo e da tre sedie. Sulla sinistra un proiettore da 5000 W su uno stativo funge da finestra sul mondo. Tutto accade fuori in un tempo indeterminato. Il rumore del mare che ogni tanto spezza la monotonia dei dialoghi, lascia intendere che il dramma si consumi in un paesino sulla costa, in Norvegia probabilmente. Si sa poco anche dei personaggi ma, tra le crepe di un linguaggio estenuante e ripetitivo, tra un silenzio e l'altro, si intuiscono complesse dinamiche relazionali.

All'inizio un ragazzo visibilmente teso se ne sta seduto al tavolo in attesa che il suo cane ritorni. Quando la madre dimessa entra in scena in punta di piedi, si dirige verso la finestra e spezza il silenzio con un "però è una bella giornata!". Il ragazzo parla e agisce poco. Dopo le insistite domande della madre, risponde che il cane è scomparso. Questa assenza è il perno del dramma. Si fanno ipotesi su dove sia finito e poi si parla, poco, di banalità quotidiane. Manca il caffè, la madre lo dice più volte, nella speranza che il figlio esca per comprarlo ma alla fine è costretta ad andarci lei.

Il ragazzo rimane immobile e, nonostante il suo visibile dolore imploso, non si smuove per cercare la sua amata bestiola.

Poi seguono le visite. Arrivano la sorella e suo cognato, e poi un amico che lo invita a fare una gita ai fiordi. Le battute sono brevi e asciutte, e lasciano trapelare la totale incapacità dei personaggi di comunicare e di esprimere stati d'animo o eventuali sentimenti. Si intuiscono rancori mai sopiti, richieste d'amore deluse, rabbie trattenute, profondissime angosce. Le frasi di convenienza sono spesso interrotte da pause e da gesti che svelano l'incapacità di vivere dei personaggi, ingabbiati in strutture comportamentali dettate non tanto dalla volontà personale quanto da un destino agghiacciante. Tutti, chi più chi meno, cercano affetto o una qualche verità che spezzi la nebbia che circonda la loro vita. Invano.

 

La tensione è inesorabile e crescente , soprattutto quando si viene a sapere che il cane è morto. Lo annuncia il cognato che era uscito per fare due chiacchiere con il vicino. Sembra che sia stato lui a sparare al cane. Forse per sbaglio. Poi giunge la notizia che il vicino è stato a sua volta ucciso.

Il dramma assume la tinta di un giallo di cui ovviamente si tace il finale.

La regia è magistrale e attenta a dar forma al non detto. Il ritmo e i tempi sono perfetti. Gli attori sono bravi ma ancora in fase di rodaggio. Di grande impatto l'abbraccio tra madre e figlio, prima della partenza del ragazzo per la gita ai fiordi. Quel giovane chiuso e scorbutico porterà con se il guinzaglio e il collare del suo cane .

  

Scheda tecnica

Cani morti di Jon Fosse. Adattamento di Carmelo Alù.  
Con Alessandra Bedino, Domenico Macrì, Emanuele Linfatti, Caterina Fornaciai, Daniele Paoloni. 
Regia di Carmelo Alù .

Prodotto dal Teatro Metastasio di Prato, all'interno del progetto Davanti al pubblico, in collaborazione con Armunia, CapoTrave/ Kilowatt, Fondazione Toscana Spettacolo.

Anteprima nazionale, sabato 14 luglio 2018 all'auditorium di Santa Chiara a Sansepolcro.