Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
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Il Museo della Brücke a Berlino ha 50 anni

 

"Con la fede in un’evoluzione, in una nuova generazione di creatori e di fruitori d’arte noi convochiamo l’intera gioventù, e in quanto giovani portatori del futuro intendiamo conquistare la libertà di operare e di vivere opponendoci ai vecchi poteri costituiti.È dei nostri chiunque sappia dar forma direttamente e senza falsificazioni a ciò che lo spinge a creare”, questo il testo del Manifesto della Brücke scritto, e inciso, da Kirchner nel 1906. La somiglianza con alcune righe del manifesto futurista di pochi anni dopo è indubbia, ma il contenuto politico - che per Kirchner come per Marinetti era di fatto essenziale - viaggia su un binario opposto. La Brücke è anarchica, si oppone al passato perché il passato è stato costruito da poteri non libertari, e non intende muoversi in una dimensione tecnico-avveniristica, tanto amata dai futuristi, quanto in un ambito spirituale.

Nel 1967 nasceva a Berlino un museo molto particolare, dedicato eccezionalmente a quell’unico gruppo di avanguardia, indissolubilmente legato al nome di Ernst-Ludwig Kirchner. Pilastro fondamentale dell’Espressionismo tedesco ed europeo, la Brücke fondata nel 1905 da quattro studenti di Architettura a Dresda, ebbe una vita difficile. Accusati di oscenità, blasfemia, e complessivamente di incapacità, i giovani artisti resistettero con forza a un ambiente ostile. Nel 1911 si trasferirono informalmente a Berlino, in cerca di una cassa di maggior risonanza per la loro ricerca artistica, ma quel cambio di sede segnò paradossalmente o inevitabilmente anche la conclusione della storia comune, che non sopravvisse ai dissidi interni e alla Grande Guerra. Sono sette i principali esponenti del gruppo, i quattro giovani Ernst Ludwig Kirchner, Fritz Bleyl, Karl Schmidt-Rottluff e Erich Heckel, dal 1906 anche Max Pechstein e Emil Nolde, e dal 1910 Otto Müller.Fig. 2

Il Museo berlinese quindi nacque molti anni dopo, sfruttando in gran parte i generosi lasciti di due dei fondatori, Schmidt-Rottluff e Heckel, e in seguito grazie a una paziente attività di recuperi e acquisizioni. La sua sede è un piccolo edificio razionalista situato ai bordi della meravigliosa foresta urbana di Grunewald. Nell’autunno del 2017, i curatori hanno voluto celebrare il 50mo compleanno del Brücke-Museum con una mostra di grande interesse, accolta da un non del tutto prevedibile successo, al punto che la chiusura prevista per il 7 gennaio è stata prorogata all'8 aprile del 2018. In effetti, il Museo aveva spesso allestito varie rassegne dedicate a temi pittorici o ai protagonisti, utilizzando a rotazione il materiale in suo possesso, che consta di circa 400 tra quadri e sculture e di alcune migliaia di disegni, ma in quelle occasioni i suoi locali non erano stati molto frequentati. Forse oggi la qualità della mostra è stata meglio segnalata, forse la pubblicità è stata più incisiva, di certo chi vuole entrare nelle atmosfere e nelle dimensioni create da Kirchner e soci trova qui un eccellente strumento di conoscenza, e la compagnia di altri appassionati durante la visita.

Enst-Ludiwg Kirchner fu il vero leader carismatico della Brücke, ma i suoi amici e i suoi soci non gli furono inferiori come artisti e un esercizio arduo per il visitatore è spesso distinguere le mani del leader da quelle degli altri, di Schmidt-Rottluff in particolare, col quale si avverte una evidente somiglianza nelle impostazioni e nello stile. La sequenza dei quadri nelle sale è in parte cronologica in parte tematica, e rivela la compattezza delle scelte aggressive, per quanto ingenue o infantili, dei pittori. Sono presenti diversi oli e stampe di Kirchner insieme a vari schizzi per i suoi capolavori ambientati a Berlino (oggi proprietà della Neue National Galerie o di altri), alcune stampe di Heckel, molti paesaggi di Schmidt-Rottluff, pochi dei celebri nudi di Müller e solo qualcosa dell’ampia produzione di Nolde; i lavori di Bleyl e Pechstein, i più “normali” del gruppo, sono inseriti tra gli altri quasi per ammorbidire l’impatto generale.

Nell’esposizione si può indubbiamente cogliere lo spirito dissacrante della Brücke, unito ad un entusiasmo e ad un fervore che penetrano il gesto stesso delle pennellate, dei pastelli, delle sgorbie. I giovani pittori vissero, senza poterlo immaginare, gli ultimi anni dell’Impero prussiano, militarista, totalitario, ipocritamente puritano. La vita in comune, la libertà sentimentale e la ricerca di esperienze non-borghesi se non esplicitamente anti-borghesi, furono parte integrante della loro ricerca estetica, insieme alle comuni passioni per nuove forme esotiche e primitive, e per forme antiche, legate spesso ad aspetti spirituali o mistici. Quest’ultimo dato è fondamentale per capire Nolde, che fu l’erede diretto di Gauguin tanto nell’amore per la vita secondo natura che per la dimensione religiosa, ma può in generale servirci per entrare nell’arte della Brücke. La ricerca formale punta all’essenziale, alla linea aguzza, al segno e ai colori profondi, spesso vicini a certe peculiarità del romanticismo tedesco o ai toni del realismo satirico di Daumier, se non di Goya, sempre con dentro un qualcosa di cupo, opprimente, solo raramente sereno. 

Alcuni pastelli di Kirchner, studi per una delle sue Strassenszene berlinesi (scene di strada), ci consentono di vedere il pittore al lavoro, concentrato sulle stoffe nere dei vestiti, sulla rigidità delle figure tanto delle “Kokotte” quanto dei loro clienti, sul preciso taglio da dare al quadro finale (che qui non è presente, si trova a New York). Insieme alle incisioni, i disegni rivelano le capacità visive del pittore e la sua quasi istintiva ricerca di sintesi.

Fig. 3 Fig. 4

Schmidt-Rottluff è presente con oli coloratissimi, che possono essere visti in una sorta di parallelismo con i Fauves, e anche come anticipazioni delle ricerche di Franz Marc e di August Macke; ma è anche interessante seguire l’evoluzione del pittore, che sarebbe morto a 92 anni nel 1976, negli anni del primo dopoguerra, con una ulteriore progressiva selezione delle forme e una sistematica attenzione ai volumi.

Fig. 5 Fig. 6 

Vicino a Van Gogh era stato Heckel, paesaggista e ritrattista di talento, anche lui straordinario autore di incisioni taglienti, rigide e spigolose come tratti di carbone; è bellissima la ragazza sdraiata che suona come sono belli i suoi prati coloratissimi. Meno appariscenti risultano le opere di Bleyl, il quarto dei fondatori. Bleyl è comunque autore di alcune delle stampe più note della Brücke, nel suo caso spesso piccole come cartoline, ma efficacissime nella linearità delle immagini. Come pittore, può essere avvicinato al Matisse fauve, attratto dal divisionismo nella sua pura forma esecutiva e non in quella scientifica.

 Fig. 7 

Fig. 8  
 Fig. 9

Fig. 10  Fig. 11

 

I tre amici di Kirchner (che morì suicida a 58 anni), grossomodo coetanei e poco più che ventenni nel 1905, vissero per loro fortuna vite molto lunghe e attive, e raggiunse quasi i 90 anni anche Emil Nolde, già ritenuto da Giulio Carlo Argan il più grande paesaggista del Novecento. Anche secondo il mio ben più modesto parere, Nolde è stato uno dei pittori più aperti e versatili in assoluto (ed è davvero un peccato che la Nolde Stiftung, fondazione Nolde, abbia chiuso il museo a lui totalmente dedicato nel cuore di Berlino). In questa sede, Nolde appare brevemente, come breve fu del resto la sua condivisione dell’avventura della Brücke, lui che nel 1906 era sulla soglia dei quarant’anni e aveva già una discreta carriera alle spalle. La mostra ospita almeno due suoi pezzi di altissimo livello, una strepitosa Verspottung (Cristo deriso nel lessico italiano), con le maschere beffarde e mostruose dei soldati incastrate accanto al volto di Cristo, e un acquarello con tre bevitori all’osteria, senza mezzi termini degno di Goya.

Fig. 12 Fig. 13 

Müller e Pechstein, come Nolde, fecero parte del gruppo dopo la sua fondazione, e ne condivisero il carattere aggressivo e rivoluzionario, mantenendo peraltro una personalità distinta; Müller in particolare è subito riconoscibile per le sue ragazze nude in ambienti esotici, tratteggiate con raffinatezza e senza malizia. Pechstein è presentato nella mostra con opere molto diverse, alcune più tradizionali, altre vicine al gusto cromatico di Schmidt-Rottluff; in realtà, il suo stile meno aggressivo lo portò in seguito a inserirsi con maggior affinità nella dimensione del Blaue Reiter monacense.

Fig. 14



Il cinquantenario ha dato l’occasione al Museo di pubblicare sia un catalogo completo sia una versione più snella, entrambi di ottima fattura e di utilissima consultazione.

 

 

Didascalie delle immagini

Fig. 1, L’ingresso del Brücke-Museum (foto del 2017)

Fig. 2, Ernst-Ludwig Kirchner, Artistin - Marcella, 1910, olio su tela, 101 x 76 cm.

Fig. 3, Ernst-Ludwig Kirchner, Strassenszene, 1913, pastelli, 40 x 30 cm.

Fig. 4, Ernst-Ludwig Kirchner, Strassenszene, 1913, olio su tela

Fig. 5, Karl Schmidt-Rottluff, Angler auf der Brücke, 1934, acquarello e inchiostro, 70 x 50 cm.

Fig. 6, Karl Schmidt-Rottluff, Tessiner Dorfwinkel, 1929, acquarello e inchiostro su carta, 68,5 x 50,5 cm.

Fig. 7, Erich Heckel, Laute Spielendes Mädchen, 1913, 72 x 79 cm.

Fig. 8, Erich Heckel, 1905, Wiesen und Bäume, olio su cartone, 45 x 70 cm.

Fig. 9, Erich Heckel, Männerbildnis, 1919, xilografia a colori, 46,2 x 32,6 cm.

Fig. 10, Fritz Bleyl, Der Pelikan, 1904, incisione a colori, 7 x 11,8 cm.

Fig. 11, Fritz Bleyl, Winter, 1905, xilografia a colori, 17 x 9,9 cm.

Fig. 12, Emil Nolde, Verspottung, 1909, olio su tela, 86 x 106 cm.

Fig. 13, Emil Nolde, Drei Männer am Weintisch (Szene), acquarello su carta bruna

Fig. 14, Otto Müller, Zwei sitzende Mädchen vor liegender Figur, carboncino e pastelli, 31,5 x 43,5 cm.

Fig. 15, Max Pechstein, Fischerboot, olio su tela, 190 x 96 cm.

 

Scheda tecnica

Brücke Museum, Bussardsteig 9, 14195 Berlin-Dahlem. Dal 16 settembre 2017 all'8 aprile 2018, 50 Jahre Brücke-Museum 1967/2017.
Aperto dalle 11 alle 17, chiuso il martedì. Ingresso 6 euro; se combinato con la vicina Kunsthalle Dahlem, 8 euro.  

 

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