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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Roma)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone (Vt).

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La prima versione on line di Fogli e Parole d'Arte, definitivamente chiusa all'inizio del  2012, aveva raccolto oltre 600mila contatti tra il 2007 e il 2012.

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Renato Guttuso, 1912-2012

Fig. 1E' stato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a inaugurare la mostra Guttuso. 1912-2012 al Vittoriano di Roma e non poteva essere altrimenti per un pittore eletto nel 1976 senatore della Repubblica Italiana. Cento sono le opere esposte che ripercorrono l’intera evoluzione artistica di Guttuso, dagli anni Trenta fino a quelli precedenti la sua morte.

Grazie al lavoro svolto dagli Archivi Guttuso e dai curatori Enrico Crispolti e Fabio Carapezza Guttuso, non solo è possibile ammirare i grandi cicli pittorici provenienti da musei italiani e esteri, ma anche le opere meno note, appartenenti a collezioni private. Vale la pena di visitare questa grande esposizione prima della sua chiusura fissata al 10 febbraio 2013; e vale la pena oggi di abbandonare i luoghi comuni e riscoprire l’artista anche nei dipinti degli anni Ottanta.

Fig. 2È proprio nella città di Roma che si delineano i caratteri dominanti dell’opera di Guttuso. Nel 1931 l’artista visita per la prima volta la Capitale, per poi trasferirvisi definitivamente nel 1937, dove vive e lavora in piazza Melozzo da Forlì. Il 1937 è anche l’anno dell’esposizione della Guernica di Picasso; Guttuso ne rimarrà particolarmente colpito; e ha inizio la sua ammirazione per l'artista spagnolo, palese nel dipinto esposto in mostra Il Convivio: Picasso e i suoi Personaggi (1973) (fig. 1).
Sono presenti, oltre al maestro, le figure della “Dama piangente”, dell'“Arlecchino-Pierrot”, di una delle Demoiselles D'Avignon (1907), Guillame Apollinaire e Gertrude Stein..

A quegli anni risalgono importanti amicizie, quelle con Alberto Moravia e Mario Alicata furono determinanti per la sua adesione al Partito Comunista. Gli ateliers romani di Guttuso rappresentano per artisti, intellettuali e amici un luogo per incontrarsi, per parlare di arte e discutere di movimenti politici.

Nel 1940, Guttuso, aderisce al Partito Comunista e il suo atelier romano diviene la cellula dell’attività antifascista. Le lotte contro il regime e l’adesione al partito rimarranno sempre nel cuore dell’artista, condizionando le tematiche dei suoi quadri, ma non l’aspetto formale.

Nello stesso anno dipinge la celeberrima Crocifissione (fig. 2), esposta in mostra. L’opera si trova nella prima parte del percorso espositivo, caratterizzato da nature morte, paesaggi di Roma e della terra natia. Il quadro appare subito rivoluzionario e scandaloso, non solo perché la Maddalena è nuda ma perché nel dramma divino si cela una sofferenza profondamente umana e una chiara presa di posizione contro le ingiustizie operate dal regime fascista. Fig. 3

Seguono poi, nella sala centrale, opere di grandi dimensioni quali la Fuga dall’Etna (1938-39), la Zolfara (1953), La Spiaggia (1955-1956), la Vucciria (1974) e naturalmente l’opera manifesto di Guttuso I funerali di Palmiro Togliatti (1972) (fig. 3). Il dipinto ritrae il corteo che nel 1964 partecipò ai funerali di Palmiro Togliatti, segretario e Leader del Partito Comunista italiano. Come l’artista stesso ha affermato, sono un'allegoria e non una cronaca; vi sono infatti tra la folla le immagini di Lenin, di Gramsci e di Stalin.

Degno di nota è il dipinto Caffè Greco (1976) (fig. 4), un omaggio allo storico locale romano, dove passarono anche Buffalo Bill e Gabriele d'Annunzio. L'opera, che in una prima versione si presentava più piccola, ha una dimensione di circa tre metri per quasi tre metri e mezzo; tra i protagonisti anche Giorgio De Chirico, seduto a sinistra.

Nelle sale sono anche numerosi i ritratti, altra porzione importante della produzione dell’artista; personaggi noti, come Anna Magnani, Mario Schifano, Giorgio Amendola e Moravia rivivono attraverso la mano del pittore.

Fig. 4Negli ultimi anni della sua vita l’artista continua a produrre cicli e opere di grande formato. Verso la fine degli anni Settanta, Guttuso:si fa introspettivo. La visionarietà diviene ora protagonista e in maniera più lacerante si compie la trasformazione dei sentimenti in immagini, che si caricano di melanconia. Quest’ultima caratterizza anche La visita della sera (1980) (fig. 5) presente tra le ultime opere esposte, rappresentante un luogo romano per lui molto significativo, il giardino di Palazzo del Grillo, dove si stabilì in maniera definitiva con la moglie nel 1964. In questo periodo il sogno, la favola, l'analisi dei sentimenti diventano predominanti e sono espressi attraverso la rappresentazione di oggetti, uomini, animali e natura.

Nel complesso questa mostra ricca di moltissime opere, ha permesso al pubblico di comprendere appieno la figura di Guttuso e di formulare un giudizio critico lontano dai condizionamenti imposti dalla realtà del dopo-guerra e dalle poszioni politiche.

Fig. 5

 

Didascalie delle immagini

Fig.1, Il Convivio, 1973. Acrilici su carta intelata, cm.114 x 85; Collezione Francesco Pellin.

Fig.2, Crocifissione, 1940. Olio su tela, cm. 198,5 x 198,5; Galleria Nazionale d’arte

Fig. 3, Caffè Greco 1976. Olio su tela, cm. 282 x 333; Museo Ludwing, Colonia.

Fig. 4, I funerali di Palmiro Togliatti 1972. Acrilici e collage di carte stampate su carta incollata su quattro pannelli di compensato, cm. 340 x 440; MAMbo Museo d’Arte

Fig. 5, La visita della sera 1980. Olio su tela. Cm. 159 x 195; Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma.

 

Scheda tecnica

Guttuso. 1912-2012, Complesso del Vittoriano, Roma. Dal 10/12/2012 – al 2/10/2013.

Aperta dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30

Biglietto € 12 intero; € 9,00 ridotto. Per informazioni: tel. 06/6780664