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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Roma)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone (Vt).

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La prima versione on line di Fogli e Parole d'Arte, definitivamente chiusa all'inizio del  2012, aveva raccolto oltre 600mila contatti tra il 2007 e il 2012.

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Mario Lattes e la scoperta di un piccolo gioiello piemontese

 

La Fondazione Bottari Lattes nasce con lo scopo di promuovere l’arte in Piemonte e con il preciso intento di far luce sull’interessantissima figura di Mario Lattes.

Artista dalle mille sfaccettature: scrittore, pittore, editore ed animatore di eventi culturali, è stato un personaggio di spicco della scena torinese del XX secolo. Pittore di levatura internazionale, ha portato l’Italia a conoscenza di artisti fino ad allora sconosciuti, con un occhio di riguardo sulla scena britannica e mitteleuropea.

La casa editrice a lui dedicata è stata, per decenni, punto di riferimento per la scuola italiana; di grande rilievo fu l'antologia illustrata con i disegni di Lattes per i ragazzi delle Medie.

La scelta di Monforte d’Alba (CN) è, oltremodo, suggestiva. Splendido borgo della “Provincia Granda”, si affaccia su paesaggi e colline di enorme fascino. La fondazione, che non ha scopo di lucro, ogni anno ospita le più svariate attività artistiche, teatrali, letterarie e musicali.

Molte mostre sono già state dedicate alla memoria di Lattes, ma sono da sottolineare anche le attività rivolte direttamente al mondo della scuola, particolarmente indirizzate a studenti non normodotati o non di madre lingua italiana; con l’istituzione di borse di studio e stage tramite i quali è anche possibile alloggiare nella foresteria della Fondazione stessa.

Ma chi è stato Mario Lattes e quando è stato importante per il Piemonte il suo sguardo rivoluzionario ed innovativo?

Un uomo che: "andava dritto per la sua strada, e nulla lo influenzava al di fuori della sua innata ironia che aveva punte crudeli certe volte, ma gli era irrinunciabile come l’aria che respirava", secondo le parole di Francesco Chicco. Parole che colgono appieno l’essenza dell’artista. Una visita alle sale della Fondazione a lui dedicata non fa che confermarle.

L’ampia biblioteca appartenutagli, mirabilmente catalogata, fa bella mostra di sé tra le stanze che ospitano le numerose mostre. Quasi tutta l’arte mondiale vi è rappresentata, rendendola una superba collezione che potrebbe – essa stessa – divenire oggetto di una futura monografica.

Lattes nasce a Torino nel 1923. Sfuggito alle leggi razziali, avrà modo di descrivere la sua esperienza nel primo romanza autobiografico: "Il borghese di ventura".
Dopo la maturità classica, inizia l’attività di pittore e subentra al nonno alla direzione della casa editrice. Laureato, inizia ad occuparsi della rivista: “Questioni” ed alla diffusione in italiana di scrittori poco noti fino ad allora, quali: Erenbúrg, Faulkner e Blum. Sempre degli stessi anni, l’avvio della galleria d’arte di Via Confienza, che ospiterà, tra gli altri: Manessier, Singier, Prassinos, Winter.
Dopo la pubblicazione dei suoi tre romanzi: La stanza dei giochi (Milano 1959), Il borghese di ventura (Torino 1975), L'incendio del Regio (Torino 1976), collabora a diverse riviste e dà alla propria casa editrice un’impronta esclusivamente scolastica, avviando la pubblicazione per insegnanti, intitolata: “Notizie Lattes”, di cui l’attuale sito internet è degno successore.

L’attività pittorica inizia negli anni ’50 sotto ad una marcata influenza impressionista, con una tendenza al nuovo che lo avvicina molto alle opere di Cézanne. Ma è degli anni ’60 la scoperta della forma stilistica a lui più vicina con tratti marcatamente espressionisti. Scelta peculiare in Italia che lo avvicina molto alle opere del Secessionismo Viennese.

Il Mondo” dedica a Mario Lattes un articolo che gli attribuisce: “un livello che non si è abituati a riscontrare nella maggior parte delle esposizioni astrattiste con i loro formulari abborracciati e i loro titoli ambiziosissimi. Nelle composizioni di Mario Lattes non un solo centimetro del dipinto è abbandonato al caso, tutto rientra in un meccanismo di cui possiamo sempre ammirare le articolazioni perfette, anche se non afferriamo il significato”.

Benché l’astratto sia la chiave di lettura che più gli si confà, Mario Lattes è sempre stato un artista autonomo, lontano da qualsiasi movimento pittorico italiano ed internazionale.

Con questo spirito, la Fondazione intende occuparsi anche di altri artisti e, fino al 13 maggio, è possibile visitare una bellissima mostra di incisioni, provenienti da collezioni private, di Rembrandt e Freud. Accostamento, solo apparentemente, azzardato che dona – invece – scoperte di rara intensità e valore.


Sitografia e Bibliografia
www.fondazionemariolattes.it Fondazione Bottari Lattes, via Marconi, 16, Monforte d’Alba (CN). Aperta MAR – VEN 14.30/17.30, SAB – DOM 14.30/18.30