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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Roma)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone (Vt).

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La prima versione on line di Fogli e Parole d'Arte, definitivamente chiusa all'inizio del  2012, aveva raccolto oltre 600mila contatti tra il 2007 e il 2012.

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Brueghel. Meraviglie dell'arte fiamminga

 Fig. 1Mentre alle Scuderie del Quirinale sono protagonisti Vermeer e i fiamminghi del XVII secolo, al Chiostro del Bramante sono ospitati i membri della dinastia dei Brueghel dal XVI al XVII secolo, con il risultato di rendere Roma per qualche mese un interessante centro di studio per quanti vogliano confrontare le principali scuole pittoriche del Rinascimento, quella italiana e quella fiamminga appunto.

Se tuttavia di Vermeer sono presenti alcuni notissimi capolavori, nella mostra dei Brueghel, nonostante l'abbondanza della rassegna e dei nomi proposti, mancano le opere maggiori del più famoso, Pieter il Vecchio; la spettacolare sala del Kunsthistorisches Museum di Vienna, dove sono riuniti La Grande Torre di Babele, Il ballo dei Contadini, la Salita al Calvario, I Cacciatori nella neve, Il banchetto nuziale, ecc., non è stata infatti neppure "scalfita" dai curatori e resta il luogo privilegiato nel mondo per conoscere il fondatore di questa straordinaria bottega artistica di Anversa.

Fig. 2Lo sforzo dei curatori, che hanno organizzato questa rassegna prima per Tel Aviv, poi per Como, e infine per Roma, è stato comunque encomiabile e la ricostruzione della struttura famigliare dei Brueghel (con grafia che cambia da Bruegel a Brueghel, sempre con la pronuncia olandese “Broighel”) decisamente utile per seguire la strada di una specie di cupola artistica estesa per quattro generazioni.

Sono più di 100 opere tra dipinti, disegni a inchiostro, acquarelli e altro, firmati da Pieter il Vecchio e dai suoi due figli Jan il Vecchio e Pieter il Giovane, e poi dai successori che furono discendenti diretti o acquisiti tramite matrimoni con le donne di famiglia. Detto delle assenze relative al primo e maggior protagonista del gruppo, va segnalato che tutto il resto è di alto livello e proposto con molta cura e molta attenzione all'aspetto divulgativo. La parte sacra si esaurisce quasi subito con i due Pieter (Pieter il Giovane figlio del Vecchio ne riprese in gran parte stile e forme), mentre presto appaiono i paesaggi e i vasi di fiori che saranno tra le cose più note di questa scuola fiamminga. Non c'è molta somiglianza con Vermeer e neppure con Rembrandt; scomparso l'aspetto “alla Bosch” (un suo quadro sarà esposto in queste sale da metà gennaio 2013), dominato da forzature anatomiche e accentuazioni pedagogiche e superstiziose, a partire da Jan il Vecchio (fratello di Pieter il Giovane) subentra il lato decorativo e formale della pittura, sgargiante di colori, precisa nei dettagli, più mitica che religiosa.
Jan il Vecchio ebbe undici figli dei quali cinque pittori, non tutti eccelsi ma tutti molto abili a livello commerciale. La seconda e la terza generazione vedono in Jan van Kessel, Ambrosius Brueghel e David Teniers il Giovane i personaggi più interessanti.

Fig. 3

Tra le opere, ben esposte nelle piccole sale del Chiostro, mi sembra si possano segnalare in particolare una Danza nuziale (fig. 1) e alcuni paesaggi invernali eseguiti da Pieter il Giovane seguendo le tracce del padre. Degli altri, piuttosto che dei fiori esplosivi nelle limitate cornici dei quadri, sono molto efficaci le immagini legate a tematiche simboliche o mitiche, prodotte con ineccepibile professionismo. Jan il Vecchio si segnala per opere sacre dal carattere personalissimo, come la piccola lastra di rame dipinta con il Riposo dalla Fuga in Egitto (fig. 2), e del figlio Jan il Giovane sono notevoli i tratti minuti di un acquarello monocromo (fig. 3).

La carica un po' fanatica e contadinesca del primo Brueghel è ormai dimenticata e sepolta quando i suoi discendenti Jan van Kassel il Vecchio e Ambrosius Brueghel, ben oltre un secolo dopo, dipingono tavole di nature morte, di animali e di insetti (fig. 4 e fig. 5). La bellezza compositiva è indubbia, per non dire delle capacità tecniche esibite nel dettaglio millimetrico, ma qualcosa indubbiamente si è perso; chi sia da preferire tra un artista geniale e visionario e un artista entomologo, non mi sembra che si possa neppure mettere in discussione.

 

Fig. 4

Fig. 5

 

Didascalie delle immagini

Fig. 1, Pieter Brueghel il Giovane, Danza nuziale allʼaperto, 1610 ca. Olio su tavola, 74,2 x 94 cm., U.S.A., collezione privata.

Fig. 2, Jan Brueghel il Vecchio, Riposo durante la fuga in Egitto, 1602 – 1605 ca. Olio su rame inserito su tavola, 15 x 11,5 cm. Gent, collezione privata

Fig. 3, Jan Brueghel il Giovane, Incontro tra viaggiatori, 1630 ca. Acquerello bruno e inchiostro bruno su carta, 17 x 16,7 cm. Bruxelles, collezione privata

Fig. 4, Jan van Kessel il Vecchio, Studio di farfalle e altri insetti, 1657. Olio su tavola, 36,5 x 48,5 cm. Collezione privata

Fig. 5, Ambrosius Brueghel, Natura morta con fiori, 1660 – 1665. Olio su tavola, 12,5 x 26,5 cm. Vermont, collezione privata.

 

Scheda tecnica

Brueghel. Meraviglie dell'arte fiamminga, Chiostro del Bramante, via della Pace, Roma. Sino al 2 Giugno del 2013. Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00. Biglietto intero € 12,00, ridotto € 10,00.